giovedì 4 luglio 2013

Giuseppe Garibaldi

Il 4 luglio 1807 naque Giuseppe Garibaldi uno dei più grandi patrioti e condottieri italiani di tutti i tempi ed  a giusto merito considerato uno dei padri della Patria.

Nato a Nizza da famiglia ligure era il secondo di sei figli ebbe fin da bambino la passione per il mare e a 16 anni s' imbarcò per la prima volta e comincio a girovagare per il mediterraneo entrando in contatto con parecchi rivoluzionari fra cui molti mazziniani che lo avvicinarono alla causa italiana:

«Certo non provò Colombo tanta soddisfazione nella scoperta dell'America, come ne provai io al ritrovare chi s'occupasse della redenzione patria» G. Garibaldi.

Queste frequentazioni lo portarono presto ad essere ricercato e infine all'esilio in sud america dovè combattè in Brasile e in Uruguay nella guerra dei Farrapos ; proprio per aver sposato questa causa oltre oceano Garibaldi sarà noto come l'Eroe dei due mondi.
Nel frattempo però arrivò il 1848 e le sirene della madrepatria si fecero sentire : era la prima guerra di indipendenza!!!
Rientrato in Italia combattè da prima in Lombardia per il governo provvisorio di Milano quindi ad aprile '49  nominato generale di brigata andò a difendere la Repubblica Romana dopo la resa del 2 luglio cercò di raggiungere la Repubblica di San Marco ma venne fermato a Comacchio.
Dovette così riprendere la via del mare e dell'esilio. Ricomincerà a commerciare e girerà il mondo via mare per fare ritorno in Patria nel 1855 quando comprò la prima parte dell'isola di Caprera.
Nonostante fosse repubblicano fino dal '48 appoggiò i Savoia pur con qualche screzio poichè vedeva nella monarchia l'unica possibilità di unione nazionale.
Allo scoppio della seconda guerra d'indipendenza con il grado di maggiore generale fu messo a capo dei Cacciatori delle Alpi che contava 3200 uomini, durante la guerra il carisma di Garibaldi portò numerosi volontari tra le fila dei Cacciatori fino a contare 12.000 soldati .
A guerra finita viste le numerose vittorie riportate sul campo di battaglia gli fu affidata la Spedizione dei Mille composta da reparti dei Cacciatori delle Alpi e da volontari ,la spedizione fu un successo e Garibaldi si apprestava ad invadere lo Stato Pontificio e a prendere Roma ma fu fermato sulla strada per Teano da Re Vittorio Emanuele II.
Desideroso di presentare il progetto di istituzione di una guardia nazionale mobile, si recò a Torino.
Il 18 aprile 1861 giunto alla camera, affermò che il brigantaggio nel mezzogiorno era dovuto in parte allo scioglimento dell'esercito meridionale, avvenuto poco tempo prima, e ne chiedeva la ricostituzione.
Garibaldi ravvisava nel brigantaggio «una questione sociale, la quale non si poteva risolvere col ferro e col fuoco»,individuandone i responsabili nel governo e nella borghesia.
 Amareggiato da questa guerra fratricida, quando gli riferirono che i briganti non accennavano ad arrendersi nonostante le misure drastiche del governo, egli esclamò: «quanto eroismo miseramente sciupato! Cotesti uomini, traviati dal delitto, sarebbero stati soldati valorosi all'appello della patria!».
Nel 1862 provò nuovamente a liberare Roma ma fu fermato sull'Aspromonte dall'esercito piemontese e fù arrestato. Dopo l'amnistia si ritirò a Caprera.
Nel 1866 parteciperà alla terza guerra d'indipendenza come comandante del Corpo Volontari Italiani e anche questa volta la figura di Garibaldi portò un gran numero di volontari dai 15.000 stimati ne arrivarono quasi 40.000 e il fronte del trentino dove combattè Garibaldi fù l'unico in cui il Regno d'Italia ottenne vittorie significative una su tutte la Battaglia di Bezzecca.
Nel 1867 provò nuvamente a liberare Roma ma venne scofitto dalle truppe franco-pontifice a Mentana.
L'ultimo episodio bellico a cui prese parte fu la guerra franco-prussiana combattuta al fianco dei francesi nella speranza di far restituire all'Italia la sua terra natale : la contea di Nizza.
A guerra finita fù eletto all' Assemblea Nazionale di Bordeaux ma quando la popolazione nizzarda si sollevò (vespri nizzardi) la terza repubblica francese reagì con la forza mandando l'esercito.
A seguito di questo fatto a Garibaldi fù negato il permesso di parlare all'Assemblea quindi si dimise in segno di protesta e tornò a Caprera.

"Un uomo, che, facendosi cosmopolita, adotta l'umanità come patria e va ad offrire la spada ed il sangue a ogni popolo che lotta contro la tirannia, è più di un soldato: è un eroe "  Emile Barrault.

Questa  è la frase che spinse sempre Garibaldi a combattere per la libertà ovunque ce ne fosse stato bisogno sacrificò tutto per essa e soprattutto per la sua Patria e non ricevette nè encomi nè emolumenti ufficiali  per questo,ricevette  "solo" l'amore del suo popolo e l'immortalità nella storia d'Italia e del mondo.
"La vera, la sovrana grandezza di Garibaldi è in quel suo carattere di Eroe nazionale nato dal popolo e, in pace e in guerra, sempre rimasto col popolo. Le guerriglie d'America non sono che un preludio. Digione un epilogo. Fra i due periodi giganteggia Garibaldi che ha un solo pensiero, un solo programma, una sola Fede, l'Italia". Benito Mussolini

Giuseppe Garibaldi :
Eroe dei due mondi
Eroe ITALIANO


Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale

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