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lunedì 26 maggio 2014
Elezioni europee : un voto inutile
Oggi sù facebook c'è pieni di gente (soprattutto camerati o pseudo-tali) che insulta anche pesantemente gli astensionisti.
L'Italia di oggi è sotto dominazione straniera ! Si proprio così, l'Unione Europea è uno stato estero che occupa l'Italia ; chi è andato a votare sostiene che se gli italiani vengono eletti in questo parlamento possano cambiare le cose dall'interno.
Io sono sicuro del contrario ma facciamo qualche esempio.
L'Italia non è nuova a dominazioni straniere; è stata occupata dai barbari nel 476 d.C. e da allora non se ne sono più andati fino al 19° secolo.
Durante il Risorgimento ci furono due uomini in particolare che tentarono la strada dell elezione nel parlamento dello stato occupante per far valere i diritti degli italiani; e questi due italiani non si chiamavano Giorgia Meloni,Matteo Salvini o altri ciarlatani della stessa risma ma si chiamavano Giuseppe Garibaldi e Cesare Battisti.
Cosa ottennerò Garibaldi e Battisti dai loro sforzi all'interno del parlamento francese e austroungarico? Come direbbe Cetto La Qualunque " Nà beata minkia".
Garibaldi si dimise in quanto il Regno d'Italia non poteva o non voleva fare un guerra contro la Francia per riprendersi Nizza, Cesare Battisti invece quando capì l'inutilità di sedere nel parlamento austriaco, ebbe la fortuna che l'Italia dichiarò guerra all'Impero austroungarico e si arruolò come volontario nel Regio esercito per poi essere catturato e impiccato come traditore.
Oggi Garibaldi e Battisti sono considerati eroi nazionali non certo per esser stati eletti nei parlamenti degli stati occupanti ma perchè rischiarono la vita per la loro Patria e contribuirono al riscatto nazionale.
Quindi ognuno è libero di pensare e fare ciò che gli pare ma voi che andate a votare per un parlamento straniero fatelo pure ma non insultate chi si rifiuta di riconoscere il governo di Bruxelles e non venite a dirmi che volete cambiare le cose dall'interno perchè se non ottennero risultati due grandi uomini e grandi patrioti come Garibaldi e Battisti cosa potrebbero mai fare i mezzi uomini e mezze donne che andate a votare?
Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale
giovedì 4 luglio 2013
Giuseppe Garibaldi
Il 4 luglio 1807 naque Giuseppe Garibaldi uno dei più grandi patrioti e condottieri italiani di tutti i tempi ed a giusto merito considerato uno dei padri della Patria.
Nato a Nizza da famiglia ligure era il secondo di sei figli ebbe fin da bambino la passione per il mare e a 16 anni s' imbarcò per la prima volta e comincio a girovagare per il mediterraneo entrando in contatto con parecchi rivoluzionari fra cui molti mazziniani che lo avvicinarono alla causa italiana:
«Certo non provò Colombo tanta soddisfazione nella scoperta dell'America, come ne provai io al ritrovare chi s'occupasse della redenzione patria» G. Garibaldi.
Queste frequentazioni lo portarono presto ad essere ricercato e infine all'esilio in sud america dovè combattè in Brasile e in Uruguay nella guerra dei Farrapos ; proprio per aver sposato questa causa oltre oceano Garibaldi sarà noto come l'Eroe dei due mondi.
Nel frattempo però arrivò il 1848 e le sirene della madrepatria si fecero sentire : era la prima guerra di indipendenza!!!
Rientrato in Italia combattè da prima in Lombardia per il governo provvisorio di Milano quindi ad aprile '49 nominato generale di brigata andò a difendere la Repubblica Romana dopo la resa del 2 luglio cercò di raggiungere la Repubblica di San Marco ma venne fermato a Comacchio.
Dovette così riprendere la via del mare e dell'esilio. Ricomincerà a commerciare e girerà il mondo via mare per fare ritorno in Patria nel 1855 quando comprò la prima parte dell'isola di Caprera.
Nonostante fosse repubblicano fino dal '48 appoggiò i Savoia pur con qualche screzio poichè vedeva nella monarchia l'unica possibilità di unione nazionale.
Allo scoppio della seconda guerra d'indipendenza con il grado di maggiore generale fu messo a capo dei Cacciatori delle Alpi che contava 3200 uomini, durante la guerra il carisma di Garibaldi portò numerosi volontari tra le fila dei Cacciatori fino a contare 12.000 soldati .
A guerra finita viste le numerose vittorie riportate sul campo di battaglia gli fu affidata la Spedizione dei Mille composta da reparti dei Cacciatori delle Alpi e da volontari ,la spedizione fu un successo e Garibaldi si apprestava ad invadere lo Stato Pontificio e a prendere Roma ma fu fermato sulla strada per Teano da Re Vittorio Emanuele II.
Desideroso di presentare il progetto di istituzione di una guardia nazionale mobile, si recò a Torino.
Il 18 aprile 1861 giunto alla camera, affermò che il brigantaggio nel mezzogiorno era dovuto in parte allo scioglimento dell'esercito meridionale, avvenuto poco tempo prima, e ne chiedeva la ricostituzione.
Garibaldi ravvisava nel brigantaggio «una questione sociale, la quale non si poteva risolvere col ferro e col fuoco»,individuandone i responsabili nel governo e nella borghesia.
Amareggiato da questa guerra fratricida, quando gli riferirono che i briganti non accennavano ad arrendersi nonostante le misure drastiche del governo, egli esclamò: «quanto eroismo miseramente sciupato! Cotesti uomini, traviati dal delitto, sarebbero stati soldati valorosi all'appello della patria!».
Nel 1862 provò nuovamente a liberare Roma ma fu fermato sull'Aspromonte dall'esercito piemontese e fù arrestato. Dopo l'amnistia si ritirò a Caprera.
Nel 1866 parteciperà alla terza guerra d'indipendenza come comandante del Corpo Volontari Italiani e anche questa volta la figura di Garibaldi portò un gran numero di volontari dai 15.000 stimati ne arrivarono quasi 40.000 e il fronte del trentino dove combattè Garibaldi fù l'unico in cui il Regno d'Italia ottenne vittorie significative una su tutte la Battaglia di Bezzecca.
Nel 1867 provò nuvamente a liberare Roma ma venne scofitto dalle truppe franco-pontifice a Mentana.
L'ultimo episodio bellico a cui prese parte fu la guerra franco-prussiana combattuta al fianco dei francesi nella speranza di far restituire all'Italia la sua terra natale : la contea di Nizza.
A guerra finita fù eletto all' Assemblea Nazionale di Bordeaux ma quando la popolazione nizzarda si sollevò (vespri nizzardi) la terza repubblica francese reagì con la forza mandando l'esercito.
A seguito di questo fatto a Garibaldi fù negato il permesso di parlare all'Assemblea quindi si dimise in segno di protesta e tornò a Caprera.
"Un uomo, che, facendosi cosmopolita, adotta l'umanità come patria e va ad offrire la spada ed il sangue a ogni popolo che lotta contro la tirannia, è più di un soldato: è un eroe " Emile Barrault.
Questa è la frase che spinse sempre Garibaldi a combattere per la libertà ovunque ce ne fosse stato bisogno sacrificò tutto per essa e soprattutto per la sua Patria e non ricevette nè encomi nè emolumenti ufficiali per questo,ricevette "solo" l'amore del suo popolo e l'immortalità nella storia d'Italia e del mondo.
"La vera, la sovrana grandezza di Garibaldi è in quel suo carattere di Eroe nazionale nato dal popolo e, in pace e in guerra, sempre rimasto col popolo. Le guerriglie d'America non sono che un preludio. Digione un epilogo. Fra i due periodi giganteggia Garibaldi che ha un solo pensiero, un solo programma, una sola Fede, l'Italia". Benito Mussolini
Giuseppe Garibaldi :
Eroe dei due mondi
Eroe ITALIANO
Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale
Nato a Nizza da famiglia ligure era il secondo di sei figli ebbe fin da bambino la passione per il mare e a 16 anni s' imbarcò per la prima volta e comincio a girovagare per il mediterraneo entrando in contatto con parecchi rivoluzionari fra cui molti mazziniani che lo avvicinarono alla causa italiana:
«Certo non provò Colombo tanta soddisfazione nella scoperta dell'America, come ne provai io al ritrovare chi s'occupasse della redenzione patria» G. Garibaldi.
Queste frequentazioni lo portarono presto ad essere ricercato e infine all'esilio in sud america dovè combattè in Brasile e in Uruguay nella guerra dei Farrapos ; proprio per aver sposato questa causa oltre oceano Garibaldi sarà noto come l'Eroe dei due mondi.
Nel frattempo però arrivò il 1848 e le sirene della madrepatria si fecero sentire : era la prima guerra di indipendenza!!!
Rientrato in Italia combattè da prima in Lombardia per il governo provvisorio di Milano quindi ad aprile '49 nominato generale di brigata andò a difendere la Repubblica Romana dopo la resa del 2 luglio cercò di raggiungere la Repubblica di San Marco ma venne fermato a Comacchio.
Dovette così riprendere la via del mare e dell'esilio. Ricomincerà a commerciare e girerà il mondo via mare per fare ritorno in Patria nel 1855 quando comprò la prima parte dell'isola di Caprera.
Nonostante fosse repubblicano fino dal '48 appoggiò i Savoia pur con qualche screzio poichè vedeva nella monarchia l'unica possibilità di unione nazionale.
Allo scoppio della seconda guerra d'indipendenza con il grado di maggiore generale fu messo a capo dei Cacciatori delle Alpi che contava 3200 uomini, durante la guerra il carisma di Garibaldi portò numerosi volontari tra le fila dei Cacciatori fino a contare 12.000 soldati .
A guerra finita viste le numerose vittorie riportate sul campo di battaglia gli fu affidata la Spedizione dei Mille composta da reparti dei Cacciatori delle Alpi e da volontari ,la spedizione fu un successo e Garibaldi si apprestava ad invadere lo Stato Pontificio e a prendere Roma ma fu fermato sulla strada per Teano da Re Vittorio Emanuele II.
Desideroso di presentare il progetto di istituzione di una guardia nazionale mobile, si recò a Torino.
Il 18 aprile 1861 giunto alla camera, affermò che il brigantaggio nel mezzogiorno era dovuto in parte allo scioglimento dell'esercito meridionale, avvenuto poco tempo prima, e ne chiedeva la ricostituzione.
Garibaldi ravvisava nel brigantaggio «una questione sociale, la quale non si poteva risolvere col ferro e col fuoco»,individuandone i responsabili nel governo e nella borghesia.
Amareggiato da questa guerra fratricida, quando gli riferirono che i briganti non accennavano ad arrendersi nonostante le misure drastiche del governo, egli esclamò: «quanto eroismo miseramente sciupato! Cotesti uomini, traviati dal delitto, sarebbero stati soldati valorosi all'appello della patria!».
Nel 1862 provò nuovamente a liberare Roma ma fu fermato sull'Aspromonte dall'esercito piemontese e fù arrestato. Dopo l'amnistia si ritirò a Caprera.
Nel 1866 parteciperà alla terza guerra d'indipendenza come comandante del Corpo Volontari Italiani e anche questa volta la figura di Garibaldi portò un gran numero di volontari dai 15.000 stimati ne arrivarono quasi 40.000 e il fronte del trentino dove combattè Garibaldi fù l'unico in cui il Regno d'Italia ottenne vittorie significative una su tutte la Battaglia di Bezzecca.
Nel 1867 provò nuvamente a liberare Roma ma venne scofitto dalle truppe franco-pontifice a Mentana.
L'ultimo episodio bellico a cui prese parte fu la guerra franco-prussiana combattuta al fianco dei francesi nella speranza di far restituire all'Italia la sua terra natale : la contea di Nizza.
A guerra finita fù eletto all' Assemblea Nazionale di Bordeaux ma quando la popolazione nizzarda si sollevò (vespri nizzardi) la terza repubblica francese reagì con la forza mandando l'esercito.
A seguito di questo fatto a Garibaldi fù negato il permesso di parlare all'Assemblea quindi si dimise in segno di protesta e tornò a Caprera.
"Un uomo, che, facendosi cosmopolita, adotta l'umanità come patria e va ad offrire la spada ed il sangue a ogni popolo che lotta contro la tirannia, è più di un soldato: è un eroe " Emile Barrault.
Questa è la frase che spinse sempre Garibaldi a combattere per la libertà ovunque ce ne fosse stato bisogno sacrificò tutto per essa e soprattutto per la sua Patria e non ricevette nè encomi nè emolumenti ufficiali per questo,ricevette "solo" l'amore del suo popolo e l'immortalità nella storia d'Italia e del mondo.
"La vera, la sovrana grandezza di Garibaldi è in quel suo carattere di Eroe nazionale nato dal popolo e, in pace e in guerra, sempre rimasto col popolo. Le guerriglie d'America non sono che un preludio. Digione un epilogo. Fra i due periodi giganteggia Garibaldi che ha un solo pensiero, un solo programma, una sola Fede, l'Italia". Benito Mussolini
Giuseppe Garibaldi :
Eroe dei due mondi
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