sabato 27 luglio 2013

Carlo Combi

Il 27 luglio 1827 a Capodistria nacque Carlo Combi insegnante, patriota e irredentista istriano.
Figlio dell'avvocato Francesco ,che fù anche Podestà di Capodistria dal '48 al '66, Carlo concluse il ginnasio latino-tedesco nel '44 a Trieste e si iscrisse all'università agli studi politico-legali a Padova.
Nel 1848 andò a Milano in seguito ai moti rivoluzionari e  collaborò con alcuni giornali patriottici della città. Dopo la prima guerra d'indipendenza si rifugiò a Genova dove nell'agosto del 1850 si laureò in legge.
Dopo aver rifiutato un incarico di assistente di filosofia a Padova per non giurare fedeltà al governo austriaco ,nel '51 tornò in Istria , iniziò la pratica d'avvocatura nello studio del padre e collaborò cono i giornali  Popolano dell'Istria di Trieste  e all'Eco di Fiume.
 Nell'autunno del 1856 cominciò l'insegnamento di lettere italiane e storia nel liceo di Capodistria, e nei tre anni successivi si fece iniziatore d'una importante strenna annuale, redigendone articoli di storia: la Porta orientale (Fiume 1857-59).
Iniziata l'attività politica gli fù ben presto revocato l'incarico al liceo piochè in quei giorni promosse l'iniziativa dell'unione amministrativa dell'Istria al Veneto col preciso intento si seguire il Veneto nell'adesione al Regno d'Italia che ,nonostante l'armistizio di Villafranca, era ormai prossima.
Strinse legami con patrioti e politici sia in Istria che in tutto il Regno d'Italia e continuo le sue pubblicazioni alcune in anonimo per la loro natura sovversiva e altre firmate .
In particolare pubblicò uno studio su La frontiera orientale d'Italia e la sua importanza diede informazioni precise sulle condizioni dell'Istria e sulle aspirazioni nazionali unitarie sono negli scritti di questi anni: l'ampia monografia L'Istria e le Alpi Giulie pubblicata in parte sull'Annuario statistico italiano (II, Torino 1864), il monumentale e tuttora utile Saggio di bibliografia istriana (Capodistria 1864), la raccolta delle Poesie e prose di M. Fachinetti con una introduzione biografica (Capodistria 1865), lo studio pubblicato anonimo sull'Importanza della Alpe Giulia e dell'Istria per la difesa dell'Italia orientale, sulla Rivista contemporanea di Torino (aprile 1866).
Nel giugno del 1866 ,poco prima dello scoppio della terza guerra d'indipendenza ,venne messo al bando dalle autorità austriache e lasciò l'Istria mettendosi subito a disposizione del governo italiano, che aiutò come informatore e profondo conoscitore della Venezia-Giulia.
Finita la guerra e perse le speranze di annessione ell'Istria il Combi si trasferì definitivamente a Venezia dove continuò a lavorare e scrivere sull'italianità della sua terra ,nel 1869 fù raggiunto dal padre anch'egli espulso per attività patriottica.
Nel 1882 la morte di Garibaldi portò scoraggiamento degli italiani delle terre irredente che avevano riposto in Garibaldi le loro speranze e cò spinse il Combi ad intensificare la sua attività fù sostenitore di Guglielmo Oberdan e successivamente si schierò contro l'estradizione all'Austria dei suoi compagni di congiura , e nell'84 sostenne il comitato promotore della fondazione della Società istriana di archeologia e storia patria.
 Morì a Venezia l'11 sett. 1884. Le autorità austriache proibirono la celebrazione delle esequie predisposta il 18 seguente nel duomo di Capodistria che si svolse quindi a Venezia. DaVenezia i suoi resti e quelli dei familiari saranno traslati a Capodistria nel maggio 1934.
Carlo Combi fece arte di quella schiera di nobili e intellettuali che lavorarono strenuamente per l'unità d'Italia forse non avrà mai rischiato la vista, non avrà mai combattuto in prima linea durante le guerre ma senza la sua attività e quella di molti altri come lui l'unità d'Italia non sarebbe stata possibile la loro capacità di infondere nella gente il senso della Patria e di farlo conoscere anche al resto del mondo è stato indispensabile le guerre non si vincono solo sul campo di battaglia e ognuno ha il compito adatto alla sua persona e tutti i patrioti l'hanno svolto al meglio qualcuno è morto per questo qualcun altro no ,ma nessuno muore quando combatte par la Patria perchè sono tutti presenti a godersi il frutto del loro sacrificio e quando la Patria sarà di nuovo minacciata saranno loro a sunare la carica e sono sicuro che al momento giusto gli italiani non si tireranno indietro.

Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale

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