giovedì 19 marzo 2015

Festa del Papà

Oggi 19 marzo si festeggia San Giuseppe padre putativo di Gesù Cristo e nei paesi a tradizione cattolica oggi è anche la festa del papà.
Il papà è sempre stato il capo famiglia simbolo di forza e sicurezza per i figli ,colui che provvedeva al sostentamento della famiglia e che prendeva le decisioni importanti mentre la madre provvedeva ad educare i figli ed a mandare avanti la casa.
Oggi questo stato di cose stà venendo meno la finanza internazionale ha deciso che che entrambi i genitori devono lavorare per riuscire ad avrere un'esistenza dignitosa e questa crisi ha spesso messo l'uomo nella condizione di non poter provvedere più al mantenimento della famiglia destabilizzando così la stessa.
Si perchè i ruoli non si possono invertire così a piacimento , le donne da molti anni in nome di una presunta emancipazione hanno rinunciato al loro ruolo che era parallelo ma non inferiore a quello dell'uomo ma ora si è voluta a tutti i costi l'uguaglianza dei sessi (che uguali non sono) e questo ha causato un'ulteriore indebolimento della famiglia (ovviamente quella tradizionae altre non ne esistono).
Non me ne vogliano le donne questo non è un atto di accusa nei loro confronti ma siamo tutti vittime e allo stesso tempo involontari complici di un sistema che vuole distruggere il tessuto sociale ponendo quindi fine alla nostra società.
La famiglia è l'ultimo ostacolo da abbattere si perchè anche se agonizzante e ridotta ai minimi termini la famiglia è l'unica istituzione dove i soldi non regnano sovrani e dove l'egoismo non la fà da padrone perchè la famiglia è la comuntà originaria l'uomo non nasce come singolo ma nasce già all'interno di questa comunità ,comunità nella quale gli individui sono disposti a sacrificarsi gli uni per gli altri ed è questo che il capitalismo vuole distruggere poichè  al capitale non servono comunità anzi gli sono di ostacolo l'alta finanza vuole degli automi in conflitto fra loro che inseguono unicamente il benessere personale.
Quindi non facciamoci manovrare dai padroni del mondo difendiamo la famiglia tradizionale e difendiamo a spada tratta le figure di Papà e Mamma, i figli e la comunità in genere non può fare a meno di nessuna di queste due figure pena la dissoluzione totale .

Auguri a tutti i papà a quelli in cielo e a quelli ancora tra noi
Buona festa del Papà

Luca Tamburini
Movimento Sovranità e Difesa Sociale

martedì 17 marzo 2015

L'insurrezione di Venezia

Venezia 17 marzo anno domini 1848
Dopo la rivoluzione siciliana di gennaio , prima ancora di Zara e di  Milano (le famose 5 giornate) la popolazione di Venezia insorse contro l'invasore austriaco cacciandolo dalla città.
La prima azione dei rivoltosi fù liberare dal carcere i Patrioti Daniele Manin e Niccolò Tommaseo che pochi giorni dopo formeranno un governo provvisorio . La Repubblica adotterà il Tricolore con il leone di San Marco come bandiera ed entrerà in guerra assieme al Regno di Sardegna . in luglio il parlamento veneziano deciderà l'annessione allo stato piemontese riconoscendo Carlo Alberto di Savoia come Re.
Le sorti della guerra furono sfavorevoli ai Savoia ma le città non nè vollero sapere di far rientrare gli austriaci e vennero tutte assediate e furono tutte ben presto costrette alla resa,  tutte tranne Roma e Venezia che resistettero ad oltranza anche perchè in queste città erano accorsi soldati di TUTTA la penisola. Con questo proclama Manin chiamò a raccolta gli italiani:
 A Venezia in particolare vi erano due contingenti napoletani uno di 2500 uomini comandato dal colonnello Ulloa a difesa di Forte Marghera e uno di 2000 effettivi comandato dal generale Pepe a difesa della città.
Dopo la resa di Roma il 4 luglio 1949, Venezia rimase l'ultimo Tricolore a sventolare sul suolo italico e si arrese solo dopo aver esaurito viveri ,munizioni e anche dopo lo scoppio di un'epidemia di colera.
I veneziani di allora avevano ancora vivo il ricordo della Serenissima eppure lottarono per l'Italia non per se stessi poichè erano ben consci che l'italianità era da sempre dentro di loro e dentro a tutti gli altri abitanti della penisola e nel momento del bisogno quest'unione spirituale che legava tutti gli italiani è sempre venuta fuori , era successo nell'epoca dei comuni, nelle guerre napoleoniche e nel 1848 era giunto il momento di dare uno Stato ad un popolo che ,contrariamente a quello che dicono leghisti e neo-borbonici, era sempre stato unito magari diverso,eterogeneo ma unito  e quindi italiani  non fatevi ingannare  i nostri avi hanno combattuto e sono morti per ridarci una Patria liberandola dallo straniero e anche oggi  il nemico è sempre lo straniero non l'Italiano .
Se abbiamo dei traditori, li processeremo ma non dobbiamo svendere l'Italia alla finanza speculativa dell'Unione Europea per colpa di due traditori ,perchè lo straniero farà ciò che ha sempre fatto: sfruttare le nostre risorse sottomettendo la popolazione civile.
L'Italia è la nostra Patria e il Veneto ne è parte integrante non c'è Italia senza Veneto ,non c'è Veneto senza Italia.

Luca Tamburini
Movimento Sovranità e Difesa Sociale

lunedì 16 marzo 2015

Gaio Giulio Cesare : il primo Imperatore di Roma


" Così Egli operò e creò, come mai nessun altro mortale prima e dopo di Lui, e come operatore e creatore Cesare vive ancora, dopo tanti secoli, nel pensiero delle nazioni, il primo e veramente unico Imperatore. "

ERA IL 15 MARZO 44 A.C.
LE IDI DI MARZO
GAIUS IULIUS CAESAR veniva assassinato da un gruppo di senatori capeggiati da Marco Giunio Bruto ,Gaio Cassio Longino e Decimo Bruto.

In quel giorno si concludeva la vita del più grande condottiero che il mondo civilizzato abbia mai conosciuto.
Conquistò la Gallia e portò gli eserciti romani a combattere e vincere contro i popoli barbari di tutta Europa portando la civiltà romana in tutto il continente e trasformando Roma da Repubblica a Impero.
Ci sarebbero molte cose da dire su Giulio Cesare non basterebbe un libro , fu un grande uomo che incarnava a pieno lo spirito italico amato dal popolo e odiato da molti politici che temevano di perdere i loro privilegi e il destino dei grandi uomini spesso è quello di essere uccisi da dei vili traditori e specialmente in Italia fatti come quello di Cesare si sono ripetuti continuamente nel corso dei secoli fino ai nostri giorni.

Italiani: popolo di Santi, Poeti, Navigatori ed Eroi ma in questo grande popolo non sono mai mancati neanche i traditori che spesso hanno vanificato gli sforzi,le gesta e i sacrifici non solo dei grandi uomini ma di tutto il popolo italiano .
Se vogliamo riportare la nostra Patria agli antichi splendori dovremo innanzitutto liberarci dei traditori della nostra terra.

Luca Tamburini
Movimento Sovranità e  Difesa Sociale