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mercoledì 2 luglio 2014

Roma Capitale

Il 2 luglio 1871 Re Vittorio Emanuele II entra solennemente a Roma riunendo finalmente Roma al resto d'Italia e ponendo fine alllo Stato Pontificio.
Per uno scherzo del destino,lo stesso giorno di 22 anni prima le truppe italiane guidate da Mazzini e Garibaldi furono costrette ad arrendersi all'invasore franco-pontificio ,ponendo fine alla Repubbica Romana ma dopo 22 anni, Papa Pio IX aveva perso tutta la su boria e arroganza e dopo aver massacrato ed esser stato complice degli austriaci in numerose impiccagioni di patrioti italiani era finalmente costretto ad ossevare il popolo italiano riprendere possesso della Città Eterna .
Il Regno d'Italia era incompleto senza la sua naturale capitale, ma ora ,anche se all'appello mancano ancora alcune terre irredente, l'Unità d'Italia si può definire completa e la nostra Patria era pronta alla sua ascesa a Stato dominante nel panorama mondiale , ascesa che la farà trovare pronta al momento della resa dei conti con lo storico nemico : l'Impero Austroungarico.
Oggi come allora, le cose non sono cambiate molto per fare l'Italia e riportarla ai suoi vecchi splendori culturali ed economici bisogna riappropriarsi di Roma ; nel 1871 Roma era occupata dalla Chiesa oggi invece è occupata da un branco di camerieri dell?alta finanza e dell' Unione Europea che vogliono la nostra morte .
Come dicevano i garibaldini prima e le camice nere poi "O Roma o Morte" a noi non interessa Bruxelles e l'Europa quella la lasciamo volentieri ai venditori di pentole come Salvini ,Meloni & company che tutto vogliono tranne il bene dell'Italia.
L'Italia si salva da Roma non da Bruxelles perchè il potere di farci uscire da questa trappola ce l'ha solo il parlamento italiano ; è l'unico potere che gli è rimasto ma può ancora salvarci  fuori dall'europa saremo di nuovo padroni del nostro destino ed allora nessuno potrà più fermarci.
L'Unione Europea dev'essere distrutta

Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale


giovedì 29 maggio 2014

Combattimento di Calmasino

Il 29 maggio 1848 ebbe luogo il Combattimento di Calmasino!
Nell' intento di approvvigionare e liberare la Fortezza di Peschiera accerchiata dalle truppe italiane, il Maresciallo Radetzki era uscito da Mantova, dirigendosi col maggior numero delle sue truppe su Curtatone e Montanara; allo stesso tempo aveva distaccato una colonna di  seimila uomini, affidandole l’incarico di attaccare gli italiani a Calmasino, presso il lago di Garda. 
A Calmasino oltre a due Battaglioni del 3° Reggimento Brigata Piemonte, ed una Compagnia di volontari studenti (Bersaglieri) accorsero anche molti volontari dai paesi limitrofi specialmente da Bardolino e nonostante la grande superiorità numerica gli austriaci non riuscirono a sfondare le linee difensive italiane , le nostre truppe resistettero con fermezza e coraggio tale che dopo parecchie ore di accanito combattimento riuscirono a scompigliare le fila asburgiche  dopodichè  i nostri soldati sprezzanti del pericolo presero arditamente l’offensiva e lanciandosi sul nemico alla baionetta l’obbligano a ritirarsi in disordine, facendo un gran numero di prigionieri.
I paesi limitrofi al lago di Garda furono gli ossi più duri per l'esercito austroungarico  mentre  a Verona la popolazione locale creò pochi problemi all'invasore, nella provincia le truppe imperiali oltre a dover affrontare l'esercito di re Carlo Alberto ebbero a che fare con una popolazione inferocita e decisa a tutto pur di liberarsi di loro.
Le popolazioni del Baldo-Garda pagheranno a caro prezzo la loro ribellione ma come sappiamo la liberazione delle nostre terre, italiane fin nel midollo , era solo rimandata .

Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale
Cartolina 3° Reggimento Fanteria

lunedì 26 maggio 2014

Elezioni europee : un voto inutile


Oggi sù facebook c'è pieni di gente (soprattutto camerati o pseudo-tali) che insulta anche pesantemente gli astensionisti.
L'Italia di oggi è sotto dominazione straniera ! Si proprio così, l'Unione Europea è uno stato estero che occupa l'Italia ; chi è andato a votare sostiene che se gli italiani vengono eletti in questo parlamento possano cambiare le cose dall'interno.
Io sono sicuro del contrario ma facciamo qualche esempio.
L'Italia non è nuova a dominazioni straniere; è stata occupata dai barbari nel 476 d.C. e da allora non se ne sono più andati fino al 19° secolo.
Durante il Risorgimento ci furono due uomini in particolare che tentarono la strada dell elezione nel parlamento dello stato occupante per far valere i diritti degli italiani; e questi due italiani non si chiamavano Giorgia Meloni,Matteo Salvini o altri ciarlatani della stessa risma ma si chiamavano Giuseppe Garibaldi e Cesare Battisti.
Cosa ottennerò Garibaldi e Battisti dai loro sforzi all'interno del parlamento francese e austroungarico? Come direbbe Cetto La Qualunque " Nà beata minkia".
Garibaldi si dimise in quanto il Regno d'Italia non poteva o non voleva fare un guerra contro la Francia per riprendersi Nizza, Cesare Battisti invece quando capì l'inutilità di sedere nel parlamento austriaco, ebbe la fortuna che l'Italia dichiarò guerra all'Impero austroungarico e si arruolò come volontario nel Regio esercito per poi essere catturato e impiccato come traditore.
Oggi Garibaldi e Battisti sono considerati eroi nazionali non certo per esser stati eletti nei parlamenti degli stati occupanti ma perchè rischiarono la vita per la loro Patria e contribuirono al riscatto nazionale.
Quindi ognuno è libero di pensare e fare ciò che gli pare ma voi che andate a votare per un parlamento straniero fatelo pure ma non insultate chi si rifiuta di riconoscere il governo di Bruxelles e non venite a dirmi che volete cambiare le cose dall'interno perchè se non ottennero risultati due grandi uomini e grandi patrioti come Garibaldi e Battisti cosa potrebbero mai fare i mezzi uomini e mezze donne che andate a votare?

Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale

mercoledì 30 aprile 2014

Battaglia di Pastrengo

Tra il 29 e il 30 aprile 1848 ebbe luogo la Battaglia di Pastrengo.
La Prima Guerra d'Indipendenza era ormai iniziata da più di un mese e le truppe di Re Carlo Alberto insieme al Corpo Volontari Italiani avevano già liberato la Lombardia e ad inizio aprile avevano invaso il Veneto puntando diritti su Pastrengo e Bussolengo in modo da interrompere le comunicazioni austriache alle fortezze di Peschiera del Garda e Verona.
A Pastrengo Re Carlo Alberto insieme al figlio Vittorio Emanuele (futuro Re d'Italia) si trovò in prima linea insieme ai suoi soldati e la battaglia stava volgendo a favore degli italiani ma improvvisamente l'arrivò di un'unità nemica stava per travolgere il Re e di conseguenza rischiava di compromettere la battaglia privando l'esercito del suo comandante; fu in quel momento che il maggiore dei carabinieri Alessandro Negri di Sanfront ordinò la carica alla sue divisioni sbaragliando definitivamente le ultime resistenze austriache a Pastrengo.
Anche se la guerra non sarà vinta Pastrengo rimarrà indelebile nella memoria degli Italiani come la prima grande sconfitta degli Austriaci sul campo di battaglia , sconfitta che portò l'Impero sull'orlo della capitolazione totale .
A guerra finita gli austriaci faranno pagare un caro prezzo la sconfitta alle popolazioni del lombardo-veneto ma ormai la loro fine era segnata perchè a Pastrengo un'esercito inferiore di numero e con meno artiglieria a disposizione diede una dura lezione a quell'Impero che credeva ancora di essere il padrone d'Europa.
A Pastrengo l'Impero austroungarico era morto ma se ne accorgerà solo 70 anni dopo.
Combattenti di Pastrengo.....
PRESENTI !!!!!!

Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale

martedì 18 marzo 2014

Le cinque giornate di Milano

Il 18 marzo 1848 la città di Milano insorse contro l'occupatore austriaco : iniziavano le Cinque giornate di Milano al termine delle quali gli austriaci furono costretti ad abbandonare la città e il giorno dopo il 23 marzo Re Carlo Alberto di Savoia ruppe gli indugi e dichiarò guerra all'Impero Austro-Ungarico dando cosi inizio alla Prima Guerra d'Indipendenza.
Il 1848 fu un anno molto "caldo" per tutta Europa ma soprattutto per l'Italia : le prime insurrezioni cominciarono già nel settembre del '47 con la rivolta di Regio-Calabria di Domenico Romeo ,poi a gennaio fu  Palermo a ribellarsi all'oppressore ,poi il giorno prima il 17 marzo insorse Venezia, lo stesso giorno di Milano insorse Zara, quindi le cinque giornate di Milano furono la grande esplosione che tutti gli italiani aspettavano e l'onda d'urto arrivò in ogni angolo d'Italia e nel giro di poche settimane tutte le regioni tutte le province e tutti i paesi d'Italia fecero sentire la loro voce e si liberarono dell'occupatore straniero.
Come detto sopra dopo le 5 giornate scoppiò la prima guerra d'indipendenza che inizialmente porterà tutti gli stati italiani a combattere contro l'Austria come ben sappiamo lo Stato Pontificio e il Regno delle due sicilie si ritirarono quasi subito senza neanche combattere, lasciando il Regno di Sardegna e i volontari italiani a combattere da soli contro l'Impero.
Purtroppo le sorti della guerra furono sfavorevoli a Carlo Alberto che nel marzo del  '49 fu costretto ad arrendersi e abdicò e preferendo l'esilio pur di non cedere ai ricatti asburgici (ritiro della costituzione).
Ma fu proprio dopo il ritiro del Piemonte che si vide il vero spirito della rivolta, pur avendo perso il migliore alleato le città italiane non ne vollero sapere di cedere al nemico e resistettero ad oltranza oltre ogni limite possibile e immaginabile le ultime due città ad arrendersi saranno Roma e Venezia. Non è un caso che le due città dal passato più glorioso furono le ultime a cedere ,queste due città trasudano italianità in ogni punto e in quelle città si radunarono soldati da tutta Italia poichè gli italiani erano consapevoli che difendendo Roma e Venezia stavano difendendo l'Italia intera.
Ora tutti fanno a gara per distruggere le conquiste avvenute durante il Risorgimento ma si accorgeranno ben presto che distruggere è facile mentre costruire è molto più difficile e quando non ci sarà più niente da demolire vedremo se saranno in grado di ricostruire.

Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale

martedì 11 febbraio 2014

Beffa di Buccari

                                                             Canzone del Carnaro

Nella notte tra il 10 e l'11 febbraio 1918 i Mas della Regia Marina violarono i sistemi di sicurezza austroungarici e attaccarono la flotta nemica di stanza nella Baia di Buccari .
La squadra comandata dal capitano di fregata Costanzo Ciano della quale facevano parte anche Luigi Rizzo e Gabriele D'Annunzio portò a termine una delle imprese più gloriose e audaci della storia delle nostre forze armate inoltre con la Beffa di Buccari avevamo finalmente vendicato la sconfitta nella battaglia di Lissa del 1866.
Alle 22.00 del 10 febbraio, i tre M.A.S. iniziarono il loro pericoloso trasferimento dalla zona compresa tra l'isola di Cherso e la costa istriana sino alla baia di Buccari dove, sostavano unità nemiche sia mercantili sia militari.
L'audacia dell'impresa trova ragione di essere nel percorso di 50 miglia tra le maglie della difesa costiera nemica, anche se l'attacco non riuscì, dato che i siluri lanciati dalle 3 motosiluranti si impigliarono nelle reti che erano a protezione dei piroscafi alla fonda. Le unità italiane riuscirono successivamente a riguadagnare il largo tra l'incredulità dei posti di vedetta austriaci che non credettero possibile che unità italiane fossero entrate fino in fondo al porto, e che non reagirono con le armi ritenendo dovesse trattarsi di naviglio austriaco.
Dal punto di vista propriamente operativo, emerse un elemento importante dalla scorreria dei M.A.S. a Buccari: le facili smagliature ed il mancato coordinamento del sistema di vigilanza costiero austriaco che finiva per prestare il fianco all'intraprendenza dei marinai italiani sempre più audaci.
L'impresa di Buccari ebbe poi una grande risonanza, in una guerra in cui gli aspetti psicologici cominciavano ad avere un preciso rilievo, anche per la partecipazione diretta di Gabriele D'Annunzio, che abilmente orchestrò i risvolti propagandistici dell'azione e che lascio in mare davanti alla costa nemica, tre bottiglie ornate di nastri tricolori recanti un satirico messaggio così concepito:
"In onta alla cautissima Flotta austriaca occupata a covare senza fine dentro i porti sicuri la gloriuzza di Lissa, sono venuti col ferro e col fuoco a scuotere la prudenza nel suo più comodo rifugio i marinai d'Italia, che si ridono d'ogni sorta di reti e di sbarre, pronti sempre ad osare l'inosabile. E un buon compagno, ben noto, il nemico capitale, fra tutti i nemici il nemicissimo, quello di Pola e di Cattaro, è venuto con loro a beffarsi della taglia".
Questa è l'Italia e questi sono i veri italiani gente che grazie ad intraprendenza, abilità e audacia è sempre stata in grado di colmare la disparità di forze con il nemico o l'avversario, purtroppo noi ci siamo dimenticati tutto questo ma quelle stesse capacità di Ciano, Rizzo e D'Annunzio sono ancora dentro di noi e stà solo a noi farle riemergere i nostri politici in 70 anni di finta democrazia ci hanno addormentato ed è giunta l'ora di risvegliarsi.

Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale


sabato 7 dicembre 2013

I Martiri di Belfiore

Il 7 dicembre 1852 a  Mantova nel quartiere di Belfiore vennero impiccati i patrioti don Enrico Tazzoli, Angelo Scarsellini, Carlo Poma, Bernardo De Canal e Giovanni Zambelli.
Dopo la fucilazione di don Giovanni Grioli il 5 novembre 1851,queste furono le prime di una lunga serie di condanne a morte per impiccagione irrogate dal governatore generale del  Lombardo-Veneto, Josef Radetzky. Esse rappresentarono il culmine della repressione asburgica e mostrarono il vero volto degli austriaci facendo fallire sul nascere ogni politica di riappacificazione tentata dall'Impiccatore Francesco Giuseppe.
La tortura e il martirio dei patrioti di Belfiore ebbe un altro importante risultato quello si svelare la vera natura dello Stato Pontificio cioè quella di atroce nemico del genere umano e dell'Italia in particolare poichè mentre il vescovo di Mantova monsignor Giovanni Corti dopo essersi rifiutato di sconsacrare  tutti i preti arrestati dagli austriaci fù poi  costretto a farlo da un ordine diretto di papa Pio IX che ,come dimostrato durante la prima guerra d'indipendenza, si dimostrò un ottimo alleato  dell'Impero Austro-Ungarico e brutale oppressore del popolo italiano e,fedele solo al suo potere e alle sue ricchezze , non protestò nemmeno quando per somma ingiuria, e con gran dispetto alla pietà cristiana, il governo austriaco vietò il seppellimento degli impiccati in terra consacrata.
Le ultime condanne contro i restanti cospiratori furono comminate nel marzo del 1853 .Prima Tito Speri,Carlo Montanari e don Grazioli,  furono condannati a morte e impiccati a Belfiore il 3 marzo 1853,poi toccò a Pietro Frattini, impiccato il 19 marzo ma le esecuzioni terminarono solamente due anni dopo,quando il 4 luglio '55, venne impiccato Pier Fortunato Calvi poco oltre il ponte di San Giorgio.
Questa è la pace e la prosperità che l'austria diede agli italiani solo morte ,miseria e persecuzione e coloro che vorrebbero un ritorno dell'Austria nel triveneto o sono ignoranti oppure sono dei vili traditori che rifiutano di assumersi delle responsabilità preferendo di delegarle ad un occupatore straniero che farebbe solo gli interessi della sua gente.
Per chi invece esalta ancora papa Pio IX e lo Stato Pontificio rispondo con una citazione:
"Solo in stato di pazzia o di ben crassa ignoranza, io credo possa un individuo raccomandarsi ad un discendente di Torquemada" Giuseppe Garibaldi

Riposate in pace martiri di Belfiore gli italiani degni di tale appellativo non vi dimenticheranno e vi saranno sempre grati per il vostro sacrificio.

Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale

lunedì 19 agosto 2013

Alcide De Gasperi

Il 19 agosto 1954 a Borgo Valsugana moriva Alcide De Gasperi, in quell'estate scompariva il più infame traditore che abbia mai calpestato il suolo italico ed europeo.
Nato sotto dominazione austriaca De Gasperi non tardò molto ad ambientarsi nella società austriaca e nel 1911 fu eletto deputato dell'Impero al pari di Cesare Battisti ma ovviamente niente aveva a che spartire con l'eroe italiano.
De Gasperi fece di tutto per mantenere la sua poltrona di parlamentare austriaco e usò ogni mezzo per diffondere tesi assurde sulla naturale appartenenza del Trentino all'Austria, nel 1914 a Roma arrivò persino ad affermare che se si fosse tenuto un plebiscito, il 90% dei trentini avrebbe votato per l'Austria-Ungheria, così mentre suoi conterranei come Filzi e soprattutto Battisti abbandonarono le loro comode carriere per combattere l'occupatore straniero lui pugnalava alle spalle la sua Patria.
 Nel maggio del 1918 ,quando ormai l'impero austro-ungarico stava crollando, da buon vile qual era ,propose di applicare il principio di autodeterminazione dei popoli sottomessi all'impero per poi a ottobre saltare sul carro dei vincitori unendosi agli irredentisti ; come si dice quando la nave affonda i topi scappano.
Eletto deputato del Regno senza nessun tipo di merito ma solo grazie alla spinta della Chiesa, che gli era grata per aver appoggiato l'Austria durante la prima guerra mondiale,nel 1927 venne arrestato per aver tentato di espatriare clandestinamente ,ma invece dei 4 anni previsti dalla sentenza ,farà solo un anno di carcere .
Dopo la firma dei Patti Lateranensi fù assunto come impiegato avventizio presso la Biblioteca Apostolica Vaticana continuando a pianificare il suo ritorno al potere. Contrariamente al Partito Fascista sin dal 1934 De Gasperi era favorevole all'annessione dell'Austria al Reich adducendo ridicole affermazioni sul "processo di scristianizzazione" portato avanti a suo dire dal Partito Socialdemocratico austriaco ;un'altra pungnalata nella schiena all'Austria che aveva così orgogliosamente servito come deputato anni prima .
Nel 1943 quando il regime stava capitolando De Gasperi,come suo solito, rialzò la testa e insieme ai suoi compagni di merende quali Pertini,Togliatti ecc. ricominciò a lavorare alla distruzione dell'Italia. Lasciò il Vaticano aderì al CLN organo senza alcun riconoscimento giuridico ma che ottenne la licenza di uccidere dagli invasori anglo-americani con i quali progettò anche il bombardamento di Roma e del Vaticano stesso, in quanto non più utile ai suoi scopi.
Fù Ministro degli esteri del Regno dal '44 e il 10 dicembre 1945 divennè l'ultimo Presidente del Consiglio del Regno d'Italia ,durante tale governo fu proclamata la Repubblica e perciò fu anche il primo capo di governo della Repubblica Italiana allorché il consiglio dei ministri da lui presieduto procedette alla proclamazione della repubblica prima che la Corte di cassazione proclamasse i risultati definitivi del referendum del 2 e 3 giugno risultati che il CLN aveva ovviamente provveduto a falsare in favore della repubblica.
Durante la Repubblica partecipò alla Conferenza di Pace di Parigi nella quale non si oppose a nessuna delle decisioni prese e  non si fece alcuno scrupolo nel sacrificare le terre di Istria,Fiume e Dalmazia per pagare i presunti danni di guerra, solo Trieste fù risparmiata e non certo per merito suo ma per la forza della città e soprattutto per l'aiuto di tutta la popolazione italiana limitrofa che contrariamente allo Stato non abbandonò i triestini.
Grazie alla sua politica accondiscendente fù invitato negli Stati Uniti come ospite d'onore.
Non contento del male fatto sino ad allora De Gasperi fù uno dei padri fondatori dell'Unione Europea !!!
Proprio così quell'organizzazione intergovenativa e sovranazionale che ci stà uccidedendo è stata voluta proprio da lui; quindi a distanza di 60 anni dalla sua morte le sue opere continuano a mietere vittime italiane.
Il Regno d'Italia  dopo la prima guerra mondiale avrebbe dovuto condannarlo a morte per alto tradimento o quantomeno negargli la cittadinanza ,avrebbe così risparmiato decenni di sofferenze al popolo italiano.
Verrebbe da chiamarlo Giuda ,ma sarebbe offensivo per l'iscariota almeno lui dopo il tradimento liberò il mondo della sua immonda presenza, mentre De Gasperi lavorerà alla distruzione della Patria per altri 40 anni.
Al suo funerale un branco di pecore belanti andarono a commemorare il loro carnefice e tutta la comunità politica partecipò alle esequie del traditore; solo il Movimento Sociale Italiano si rifiutò di partecipare al funerale dimostrandosi fin dalla sua nascita un Partito diverso dagli altri che non si lasciò condizionare neanche dal fatto che subito dopo la sua morte la Chiesa Cattolica inizio il processo per la sua beatificazione toccando così il punto più basso della sua lunga e non certo irreprensibile storia.
La storia lo definisce un santo, un eroe ma la storia la scrivono i vincitori e spesso i vincitori sono quelli che hanno ammazzato degli eroi.
Io sono convinto che De Gasperi è condannato al più basso cerchio dell'Inferno, la Giudecca, dove è una delle quattro anime dannate che vengono masticate per l'eternità da Lucifero!
Ovviamente non spetta a me il giudizio finale ma per ciò che ha fatto su questa terra spero che un giorno venga ricordato per ciò che fù veramente : un vile traditore e un uomo senza onore!!!!!

Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale

sabato 13 luglio 2013

Figli d'Italia


Il 12 luglio 1916 venivano impiccati nel Castello del Buon Consiglio due patrioti due figli d'Italia nati nelle terre irredente di Trento e Istria!
Entrami di famiglia benestante Battisti e Filzi  naquero nelle ultime terre d'Italia che dopo l'annessione di Roma (20 settembre 1870) erano rimaste in mano austriaca  terre che quindi subirono più di tutte le angherie del barbaro invasore e dove ormai la gente era stanca della presenza austriaca.
In questo contesto si avvicineranno ben presto alla causa italiana molti irredentisti tra cui anche nomi di rilievo come l'avvocato Filzi e soprattutto Cesare Battisti che dal 1911 era deputato austriaco.
Arruolati come volontari negli alpini Filzi e Battisti ebbero i gradi rispettivamente di sottotenente e tenente vennero catturati in seguito alla controffensiva italiana dopo la Strafexpedition austriaca (spedizione punitiva).
Vennero processati sommariamente ,condannati a morte per alto tradimento e giustiziati mediante impiccagione.
Gli austriaci riservarono un trattamento particolarmente brutale e sprezzante per Cesare Battisti in quanto deputato, dopo l'esecuzione il suo corpo venne messo in mostra alla folla dimostrando ancora una volta tutta la loro barbarie.

Le loro figure sono servite d'esempio a intere generazioni d'italiani che amano la propria terra ,i loro nomi rieccheggeranno nell'eternità e in ogni guerra in ogni battaglia loro saranno sempre al fianco di noi italiani perchè chi muore per la Patria ottiene l'immortalità e loro il 12 luglio 1916  non sono morti ma sono sempre in prima linea con chi lotta per l'Italia !!!!

Sottotenente Fabio Filzi
PRESENTE !!!!!

Tenente Cesare Battisti
PRESENTE !!!!

Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale

martedì 25 giugno 2013

Battaglia di Ponte Caffaro 25 giugno 1866

La battaglia di Ponte Caffaro fu uno scontro della terza guerra di indipendenza italiana combattuto  tra la Lombardia e il Trentino-Alto Adige il 25 giugno 1866 da alcune compagnie del Corpo Volontari Italiani di Garibaldi comandate dal maggiore Nicostrato Castellini  e gli austriaci del reggimento Principe Alberto di Sassonia comandate dal capitano conte Wickenburg.
Come la maggior parte delle battaglie del fronte alpini anche questa fù vinta dalle truppe di Garibaldi e a fine guerra saranno le uniche vittorie riportate dalle truppe italiane . Ieri come oggi gli alti papaveri per superbia o per invidia sprecarono le loro migliori risorse e alla fine quelli che dovevano essere gli ultimi  dovettero andare in soccorso dei primi ma come spesso accadeva ed accade tutt'oggi dopo avergli chiesto l'impossibile gli si sono chiesti anche i miracoli e una volta disperse le forze furono anche loro sconfitti dagli austriaci nella  Battaglia di Vezza d'Oglio.
Solo le truppe guidate direttamente da Garibaldi riuscirono ad invadere con successo il Trentino ma fù bloccato dalla firma dell'armistizio di Cormons.
Mentre l'esercito piemontese inanellò una scofintta dietro l'altra sia per terra che per mare,l'eroe dei due mondi si rivelò ancora una volta un grande stratega ed un condottiero formidabile oltre che un fedele servitore della causa italiana e pur essendo repubblicano obbedì sempre agli ordini impartitegli da Re Vittorio Emanuele II perchè da molto tempo aveva capito che per fare l'Italia bisognava unire e non dividere e la monachia era l'unica possibilità di compiere il processo unitario.
Comunque per nostra fortuna la Prussia con cui eravamo alleati vinse la guerra contro l'Austria ed in questo modo il Veneto a seguito di un plebiscito potè entrare a far parte del Regno d'Italia.

Luca Tamburini
 Movimento Sovranità Difesa Sociale