« La nostra stella, o Signori, ve lo dichiaro apertamente, è di
fare che la città eterna, sulla quale 25 secoli hanno accumulato ogni
genere di gloria, diventi la splendida capitale del Regno italico. »
Camillo Benso conte di Cavour
Il 20 settembre 1870 le truppe del Regio esercito entrano a Roma attraverso la breccia di Porta Pia nulla poterono le truppe pontifice e furono travolte dai soldati italiani che in poco tempo presero possesso della città.
Finalmente la città eterna si riuniva all'Italia; il sogno di Garibaldi , Mazzini e Cavour si era realizzato e la Chiesa Cattolica che in ogni modo aveva ostacolato il Risorgimento italiano veniva esautorata da ogni potere temporale e Papa Pio IX ,fedele alleato dell'impiccatore Francesco Giuseppe e co-responsabile del martirio di Belfiore, tornava ad essere unicamente il capo spirituale del cattolicesimo.
Quel giorno il processo risorgimentale può dirsi concluso all'appello mancavano ancora le terre irredente di Trentino ,Friuli-Venezia Giulia ,Istria ,Fiume e Dalmazia, ma con la liberazione di Roma si era compiuto un passo fondamentale perchè uno stato privo della sua capitale è uno stato zoppo e solo Roma poteva essere la capitale d'Italia ,in passato fù la capitale d'Europa e fù da Roma che partì la civilizzazione del continente e solo da Roma poteva ripartire la storia d'Italia.
"O Roma o morte " gridavano i garibaldini ,teniamolo bene a mente ,questo grido vale ancora oggi alcuni venditori di pentole vogliono farci credere che l'Italia si salva andando a Bruxelles a scaldare una poltrona e a prendere lauti stipendi, no grazie , l'Italia si salva da Roma se non riprendiamo possesso della città che è stata rioccupata il 4 giugno 1944 saremmo sempre schiavi .
Se vogliamo tornare ad essere liberi dobbiamo liberare Roma, liberarla dai politici venduti,dai corrotti e da presidenti eletti da nessuno solo allora potremo far ritornare la nostra Patria al posto che merita.
Luca Tamburini
Movimento Sovranità e Difesa Sociale
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sabato 20 settembre 2014
mercoledì 2 luglio 2014
Roma Capitale
Il 2 luglio 1871 Re Vittorio Emanuele II entra solennemente a Roma riunendo finalmente Roma al resto d'Italia e ponendo fine alllo Stato Pontificio.
Per uno scherzo del destino,lo stesso giorno di 22 anni prima le truppe italiane guidate da Mazzini e Garibaldi furono costrette ad arrendersi all'invasore franco-pontificio ,ponendo fine alla Repubbica Romana ma dopo 22 anni, Papa Pio IX aveva perso tutta la su boria e arroganza e dopo aver massacrato ed esser stato complice degli austriaci in numerose impiccagioni di patrioti italiani era finalmente costretto ad ossevare il popolo italiano riprendere possesso della Città Eterna .
Il Regno d'Italia era incompleto senza la sua naturale capitale, ma ora ,anche se all'appello mancano ancora alcune terre irredente, l'Unità d'Italia si può definire completa e la nostra Patria era pronta alla sua ascesa a Stato dominante nel panorama mondiale , ascesa che la farà trovare pronta al momento della resa dei conti con lo storico nemico : l'Impero Austroungarico.
Oggi come allora, le cose non sono cambiate molto per fare l'Italia e riportarla ai suoi vecchi splendori culturali ed economici bisogna riappropriarsi di Roma ; nel 1871 Roma era occupata dalla Chiesa oggi invece è occupata da un branco di camerieri dell?alta finanza e dell' Unione Europea che vogliono la nostra morte .
Come dicevano i garibaldini prima e le camice nere poi "O Roma o Morte" a noi non interessa Bruxelles e l'Europa quella la lasciamo volentieri ai venditori di pentole come Salvini ,Meloni & company che tutto vogliono tranne il bene dell'Italia.
L'Italia si salva da Roma non da Bruxelles perchè il potere di farci uscire da questa trappola ce l'ha solo il parlamento italiano ; è l'unico potere che gli è rimasto ma può ancora salvarci fuori dall'europa saremo di nuovo padroni del nostro destino ed allora nessuno potrà più fermarci.
L'Unione Europea dev'essere distrutta
Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale
Per uno scherzo del destino,lo stesso giorno di 22 anni prima le truppe italiane guidate da Mazzini e Garibaldi furono costrette ad arrendersi all'invasore franco-pontificio ,ponendo fine alla Repubbica Romana ma dopo 22 anni, Papa Pio IX aveva perso tutta la su boria e arroganza e dopo aver massacrato ed esser stato complice degli austriaci in numerose impiccagioni di patrioti italiani era finalmente costretto ad ossevare il popolo italiano riprendere possesso della Città Eterna .
Il Regno d'Italia era incompleto senza la sua naturale capitale, ma ora ,anche se all'appello mancano ancora alcune terre irredente, l'Unità d'Italia si può definire completa e la nostra Patria era pronta alla sua ascesa a Stato dominante nel panorama mondiale , ascesa che la farà trovare pronta al momento della resa dei conti con lo storico nemico : l'Impero Austroungarico.
Oggi come allora, le cose non sono cambiate molto per fare l'Italia e riportarla ai suoi vecchi splendori culturali ed economici bisogna riappropriarsi di Roma ; nel 1871 Roma era occupata dalla Chiesa oggi invece è occupata da un branco di camerieri dell?alta finanza e dell' Unione Europea che vogliono la nostra morte .
Come dicevano i garibaldini prima e le camice nere poi "O Roma o Morte" a noi non interessa Bruxelles e l'Europa quella la lasciamo volentieri ai venditori di pentole come Salvini ,Meloni & company che tutto vogliono tranne il bene dell'Italia.
L'Italia si salva da Roma non da Bruxelles perchè il potere di farci uscire da questa trappola ce l'ha solo il parlamento italiano ; è l'unico potere che gli è rimasto ma può ancora salvarci fuori dall'europa saremo di nuovo padroni del nostro destino ed allora nessuno potrà più fermarci.
L'Unione Europea dev'essere distrutta
Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale
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sabato 22 marzo 2014
Mastro Titta : il boia del Vaticano
Il 22 marzo 1796 Giovanni Battista Bugatti detto Mastro Titta compie la sua prima esecuzione capitale.
Bugatti, noto anche come "er Boja de Roma" ,fu un famoso esecutore di sentenze capitali per conto dello Stato Pontificio ; nei suoi 68 anni di servizio ha torturato e giustiziato 516 uomini.
I giustiziati nella maggior parte dei casi erano colpevoli di omicidi ma numerose furono le condanne anche per reati minori come furto e rapina fù inoltre l'esecutore di numerosi patrioti della Repubblica Romana tra cui Romolo Salvatori di Cisterna oppure Giuseppe Monti e Gaetano Tognetti uccisi dal suo successore sotto la sua supervisione.
Ma aldilà delle motivazioni delle condanne ciò che impressiona è la brutalità delle esecuzione che prevedevano : squartamento,amputazione degli arti,scannamento e dopo l'impiccagione o decapitazione in alcuni casi si procedeva a bruciare il cadavere.
E' vero che all'epoca di Mastro Titta queste pratiche non erano del tutto sparite ma sorprende che tale brutalità avvenne nello Stato della Chiesa Cattolica e che tali procedure finirono solo quando lo Stato Pontificio cessò di esistere ;evidentemente la Chiesa si era fermata ai tempi della Santa inquisizione.
Quindi mi viene da ridere quando sento gente che mette in discussione i patrioti romani e le azioni di Garibaldi per porre fine a quello Stato dispotico e sanguinario, il potere temporale della Chiesa doveva finire in modo che essa ricominciasse ad occuparsi della diffusione della dottrina cattolica ovviamente ciò avvenne solo in parte perchè Papa Pio IX e i suoi successori non accettarono mai la fine del loro potere e anche quando furono firmati i Patti Lateranensi con i quali si raggiungenva un compromesso tra Stato e Chiesa, il mondo ecclesiastico continuò a comportarsi come uno stormo di avvoltoi, fermi ma in attesa dell'indebolimento della preda in questo caso lo Stato italiano.
Ad oggi non si vedono cambiamenti rilevanti nell'azione della Chiesa se non in peggio e a distanza di oltre cento anni le parole di Garibaldi suonano quanto mai profetiche:
"Io dichiaro, che trovandomi in piena ragione oggi, non voglio accettare, in nessun tempo, il ministero odioso, disprezzevole e scellerato d'un prete , che considero atroce nemico del genere umano e dell'Italia in particolare. E che solo in stato di pazzia o di ben crassa ignoranza, io credo possa un individuo raccomandarsi ad un discendente di Torquemada"
Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale
Bugatti, noto anche come "er Boja de Roma" ,fu un famoso esecutore di sentenze capitali per conto dello Stato Pontificio ; nei suoi 68 anni di servizio ha torturato e giustiziato 516 uomini.
I giustiziati nella maggior parte dei casi erano colpevoli di omicidi ma numerose furono le condanne anche per reati minori come furto e rapina fù inoltre l'esecutore di numerosi patrioti della Repubblica Romana tra cui Romolo Salvatori di Cisterna oppure Giuseppe Monti e Gaetano Tognetti uccisi dal suo successore sotto la sua supervisione.
Ma aldilà delle motivazioni delle condanne ciò che impressiona è la brutalità delle esecuzione che prevedevano : squartamento,amputazione degli arti,scannamento e dopo l'impiccagione o decapitazione in alcuni casi si procedeva a bruciare il cadavere.
E' vero che all'epoca di Mastro Titta queste pratiche non erano del tutto sparite ma sorprende che tale brutalità avvenne nello Stato della Chiesa Cattolica e che tali procedure finirono solo quando lo Stato Pontificio cessò di esistere ;evidentemente la Chiesa si era fermata ai tempi della Santa inquisizione.
Quindi mi viene da ridere quando sento gente che mette in discussione i patrioti romani e le azioni di Garibaldi per porre fine a quello Stato dispotico e sanguinario, il potere temporale della Chiesa doveva finire in modo che essa ricominciasse ad occuparsi della diffusione della dottrina cattolica ovviamente ciò avvenne solo in parte perchè Papa Pio IX e i suoi successori non accettarono mai la fine del loro potere e anche quando furono firmati i Patti Lateranensi con i quali si raggiungenva un compromesso tra Stato e Chiesa, il mondo ecclesiastico continuò a comportarsi come uno stormo di avvoltoi, fermi ma in attesa dell'indebolimento della preda in questo caso lo Stato italiano.
Ad oggi non si vedono cambiamenti rilevanti nell'azione della Chiesa se non in peggio e a distanza di oltre cento anni le parole di Garibaldi suonano quanto mai profetiche:
"Io dichiaro, che trovandomi in piena ragione oggi, non voglio accettare, in nessun tempo, il ministero odioso, disprezzevole e scellerato d'un prete , che considero atroce nemico del genere umano e dell'Italia in particolare. E che solo in stato di pazzia o di ben crassa ignoranza, io credo possa un individuo raccomandarsi ad un discendente di Torquemada"
Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale
martedì 18 marzo 2014
Le cinque giornate di Milano
Il 18 marzo 1848 la città di Milano insorse contro l'occupatore austriaco : iniziavano le Cinque giornate di Milano al termine delle quali gli austriaci furono costretti ad abbandonare la città e il giorno dopo il 23 marzo Re Carlo Alberto di Savoia ruppe gli indugi e dichiarò guerra all'Impero Austro-Ungarico dando cosi inizio alla Prima Guerra d'Indipendenza.
Il 1848 fu un anno molto "caldo" per tutta Europa ma soprattutto per l'Italia : le prime insurrezioni cominciarono già nel settembre del '47 con la rivolta di Regio-Calabria di Domenico Romeo ,poi a gennaio fu Palermo a ribellarsi all'oppressore ,poi il giorno prima il 17 marzo insorse Venezia, lo stesso giorno di Milano insorse Zara, quindi le cinque giornate di Milano furono la grande esplosione che tutti gli italiani aspettavano e l'onda d'urto arrivò in ogni angolo d'Italia e nel giro di poche settimane tutte le regioni tutte le province e tutti i paesi d'Italia fecero sentire la loro voce e si liberarono dell'occupatore straniero.
Come detto sopra dopo le 5 giornate scoppiò la prima guerra d'indipendenza che inizialmente porterà tutti gli stati italiani a combattere contro l'Austria come ben sappiamo lo Stato Pontificio e il Regno delle due sicilie si ritirarono quasi subito senza neanche combattere, lasciando il Regno di Sardegna e i volontari italiani a combattere da soli contro l'Impero.
Purtroppo le sorti della guerra furono sfavorevoli a Carlo Alberto che nel marzo del '49 fu costretto ad arrendersi e abdicò e preferendo l'esilio pur di non cedere ai ricatti asburgici (ritiro della costituzione).
Ma fu proprio dopo il ritiro del Piemonte che si vide il vero spirito della rivolta, pur avendo perso il migliore alleato le città italiane non ne vollero sapere di cedere al nemico e resistettero ad oltranza oltre ogni limite possibile e immaginabile le ultime due città ad arrendersi saranno Roma e Venezia. Non è un caso che le due città dal passato più glorioso furono le ultime a cedere ,queste due città trasudano italianità in ogni punto e in quelle città si radunarono soldati da tutta Italia poichè gli italiani erano consapevoli che difendendo Roma e Venezia stavano difendendo l'Italia intera.
Ora tutti fanno a gara per distruggere le conquiste avvenute durante il Risorgimento ma si accorgeranno ben presto che distruggere è facile mentre costruire è molto più difficile e quando non ci sarà più niente da demolire vedremo se saranno in grado di ricostruire.
Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale
Il 1848 fu un anno molto "caldo" per tutta Europa ma soprattutto per l'Italia : le prime insurrezioni cominciarono già nel settembre del '47 con la rivolta di Regio-Calabria di Domenico Romeo ,poi a gennaio fu Palermo a ribellarsi all'oppressore ,poi il giorno prima il 17 marzo insorse Venezia, lo stesso giorno di Milano insorse Zara, quindi le cinque giornate di Milano furono la grande esplosione che tutti gli italiani aspettavano e l'onda d'urto arrivò in ogni angolo d'Italia e nel giro di poche settimane tutte le regioni tutte le province e tutti i paesi d'Italia fecero sentire la loro voce e si liberarono dell'occupatore straniero.
Come detto sopra dopo le 5 giornate scoppiò la prima guerra d'indipendenza che inizialmente porterà tutti gli stati italiani a combattere contro l'Austria come ben sappiamo lo Stato Pontificio e il Regno delle due sicilie si ritirarono quasi subito senza neanche combattere, lasciando il Regno di Sardegna e i volontari italiani a combattere da soli contro l'Impero.
Purtroppo le sorti della guerra furono sfavorevoli a Carlo Alberto che nel marzo del '49 fu costretto ad arrendersi e abdicò e preferendo l'esilio pur di non cedere ai ricatti asburgici (ritiro della costituzione).
Ma fu proprio dopo il ritiro del Piemonte che si vide il vero spirito della rivolta, pur avendo perso il migliore alleato le città italiane non ne vollero sapere di cedere al nemico e resistettero ad oltranza oltre ogni limite possibile e immaginabile le ultime due città ad arrendersi saranno Roma e Venezia. Non è un caso che le due città dal passato più glorioso furono le ultime a cedere ,queste due città trasudano italianità in ogni punto e in quelle città si radunarono soldati da tutta Italia poichè gli italiani erano consapevoli che difendendo Roma e Venezia stavano difendendo l'Italia intera.
Ora tutti fanno a gara per distruggere le conquiste avvenute durante il Risorgimento ma si accorgeranno ben presto che distruggere è facile mentre costruire è molto più difficile e quando non ci sarà più niente da demolire vedremo se saranno in grado di ricostruire.
Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale
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sabato 7 dicembre 2013
I Martiri di Belfiore
Il 7 dicembre 1852 a Mantova nel quartiere di Belfiore vennero impiccati i patrioti don Enrico Tazzoli, Angelo Scarsellini, Carlo Poma, Bernardo De Canal e Giovanni Zambelli.
Dopo la fucilazione di don Giovanni Grioli il 5 novembre 1851,queste furono le prime di una lunga serie di condanne a morte per impiccagione irrogate dal governatore generale del Lombardo-Veneto, Josef Radetzky. Esse rappresentarono il culmine della repressione asburgica e mostrarono il vero volto degli austriaci facendo fallire sul nascere ogni politica di riappacificazione tentata dall'Impiccatore Francesco Giuseppe.
La tortura e il martirio dei patrioti di Belfiore ebbe un altro importante risultato quello si svelare la vera natura dello Stato Pontificio cioè quella di atroce nemico del genere umano e dell'Italia in particolare poichè mentre il vescovo di Mantova monsignor Giovanni Corti dopo essersi rifiutato di sconsacrare tutti i preti arrestati dagli austriaci fù poi costretto a farlo da un ordine diretto di papa Pio IX che ,come dimostrato durante la prima guerra d'indipendenza, si dimostrò un ottimo alleato dell'Impero Austro-Ungarico e brutale oppressore del popolo italiano e,fedele solo al suo potere e alle sue ricchezze , non protestò nemmeno quando per somma ingiuria, e con gran dispetto alla pietà cristiana, il governo austriaco vietò il seppellimento degli impiccati in terra consacrata.
Le ultime condanne contro i restanti cospiratori furono comminate nel marzo del 1853 .Prima Tito Speri,Carlo Montanari e don Grazioli, furono condannati a morte e impiccati a Belfiore il 3 marzo 1853,poi toccò a Pietro Frattini, impiccato il 19 marzo ma le esecuzioni terminarono solamente due anni dopo,quando il 4 luglio '55, venne impiccato Pier Fortunato Calvi poco oltre il ponte di San Giorgio.
Questa è la pace e la prosperità che l'austria diede agli italiani solo morte ,miseria e persecuzione e coloro che vorrebbero un ritorno dell'Austria nel triveneto o sono ignoranti oppure sono dei vili traditori che rifiutano di assumersi delle responsabilità preferendo di delegarle ad un occupatore straniero che farebbe solo gli interessi della sua gente.
Per chi invece esalta ancora papa Pio IX e lo Stato Pontificio rispondo con una citazione:
"Solo in stato di pazzia o di ben crassa ignoranza, io credo possa un individuo raccomandarsi ad un discendente di Torquemada" Giuseppe Garibaldi
Riposate in pace martiri di Belfiore gli italiani degni di tale appellativo non vi dimenticheranno e vi saranno sempre grati per il vostro sacrificio.
Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale
Dopo la fucilazione di don Giovanni Grioli il 5 novembre 1851,queste furono le prime di una lunga serie di condanne a morte per impiccagione irrogate dal governatore generale del Lombardo-Veneto, Josef Radetzky. Esse rappresentarono il culmine della repressione asburgica e mostrarono il vero volto degli austriaci facendo fallire sul nascere ogni politica di riappacificazione tentata dall'Impiccatore Francesco Giuseppe.
La tortura e il martirio dei patrioti di Belfiore ebbe un altro importante risultato quello si svelare la vera natura dello Stato Pontificio cioè quella di atroce nemico del genere umano e dell'Italia in particolare poichè mentre il vescovo di Mantova monsignor Giovanni Corti dopo essersi rifiutato di sconsacrare tutti i preti arrestati dagli austriaci fù poi costretto a farlo da un ordine diretto di papa Pio IX che ,come dimostrato durante la prima guerra d'indipendenza, si dimostrò un ottimo alleato dell'Impero Austro-Ungarico e brutale oppressore del popolo italiano e,fedele solo al suo potere e alle sue ricchezze , non protestò nemmeno quando per somma ingiuria, e con gran dispetto alla pietà cristiana, il governo austriaco vietò il seppellimento degli impiccati in terra consacrata.
Le ultime condanne contro i restanti cospiratori furono comminate nel marzo del 1853 .Prima Tito Speri,Carlo Montanari e don Grazioli, furono condannati a morte e impiccati a Belfiore il 3 marzo 1853,poi toccò a Pietro Frattini, impiccato il 19 marzo ma le esecuzioni terminarono solamente due anni dopo,quando il 4 luglio '55, venne impiccato Pier Fortunato Calvi poco oltre il ponte di San Giorgio.
Questa è la pace e la prosperità che l'austria diede agli italiani solo morte ,miseria e persecuzione e coloro che vorrebbero un ritorno dell'Austria nel triveneto o sono ignoranti oppure sono dei vili traditori che rifiutano di assumersi delle responsabilità preferendo di delegarle ad un occupatore straniero che farebbe solo gli interessi della sua gente.
Per chi invece esalta ancora papa Pio IX e lo Stato Pontificio rispondo con una citazione:
"Solo in stato di pazzia o di ben crassa ignoranza, io credo possa un individuo raccomandarsi ad un discendente di Torquemada" Giuseppe Garibaldi
Riposate in pace martiri di Belfiore gli italiani degni di tale appellativo non vi dimenticheranno e vi saranno sempre grati per il vostro sacrificio.
Luca Tamburini
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