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giovedì 27 febbraio 2014

Indipendenza veneta o Regno Lombardo-Veneto?

Da un po' di tempo si continua a parlare di indipendenza del Veneto dall'Italia .
Indipendentemente dalle mie opinioni personali che non prendono nemmeno in considerazione tale tradimento vediamo un po' da dove viene questo sentimento anti-italiano.
Ovviamente il primo partito che riuscì a dare voce alle folli teorie secessioniste è stato la Lega Nord col tempo però la Lega si è dimostrata un poltronifico forse anche peggiore degli altri partiti tradizionali e soprattutto in veneto si è capito che votare Lega in veneto significava distruggere il nostro territorio in favore della Lombardia ( l'esempio migliore è dato dalla Fiera di Verona che tutti i politici veneti della Lega, Tosi in primis, stanno distrugendo per favorire la Fiera di Milano).
Quindi con il declino della Lega si sono fatti strada altri partiti che per confondere le acque e fingersi indipendenti dalla Lega Nord , non parlavano più di Padania ma di Venetismo prendendo come modello la Serenissima Repubblica di Venezia.
A molti la storia millenaria della Serenissima non è nota ed è proprio su quest'ignoranza che giocano gli indipendantisti ,perchè se è vero che Venezia era stata uno Stato forte ed influente per molti secoli,ciò che nessuno vuole ricordare è che nel 1797 la Serenissima ,al pari dell'Impero Romano nel 476 d.C. , aveva già cessato di esistere ben prima dell'invasione di Napoleone mancava solo l'ufficialità, le stesse Pasque veronesi narrate come un'insurrezione di tutta la città contro Napoleone in realtà videro mezza città schierarsi con Napoleone infatti la ritorsione francese fù solo economica e non fece che pochissime vittime.
Comunque veniamo al lato pratico la proposta di referendum si poggia sulla presunta irregolarità del plebiscito del 1866 con il quale il Veneto fu annesso all'Italia; non voglio annoiarvi con altri dettagli storici vi voglio solo informare che in quel plebiscito i veneti erano chiamati a scegliere se annettersi al neonato Regno d'Italia oppure rimanere sotto la Francia ( il Veneto dopo 50 anni di dominazione austriaca era appena stato ceduto dall'Austria alla Francia di Napoleone III) quindi i veneti non avrebbero ottenuto in ogni caso l'Indipendenza e se il plebiscito fosse realmente invalidato il Veneto non sarebbe indipendente ma tornerebbe sotto dominio francese o austriaco:
E' QUESTO CHE VOLETE ????
Faccio un 'appello al popolo veneto: staccarsi dall'Italia non è la soluzione ,il problema dell'Italia non è Roma ma Berlino e Bruxelles non date ascolto ai falsi profeti che predicano l'Indipendenza ,loro al pari dei nostri politici sono servi fedeli dell'Unione Europea e della Germania; l'Italia è la nostra unica speranza di libertà ,senza di essa saremmo nuvamente schiavi della Germania e della finanza internazionale che, ha sempre "ostacolato la marcia e spesso insidiato l'esistenza medesima del popolo italiano".
"Divide et impera" dicevano i romani e i commissari europei hanno imparato  bene la lezione ,vogliono dividere l'Europa in 70 mini-stati senza esercito e senza moneta propria rendendoli tutti schiavi, non aiutiamoli in questa operazione criminale.
Non c'è Italia senza Veneto ,non c'è Veneto senza Italia.

Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale

P.s. L'uomo nella foto è il patriota veneto Daniele Manin fondatore insieme a Niccolò Tommaseo della Repubblica di San Marco nel 1848 qui sotto il suo proclama agli italiani.


martedì 11 febbraio 2014

Beffa di Buccari

                                                             Canzone del Carnaro

Nella notte tra il 10 e l'11 febbraio 1918 i Mas della Regia Marina violarono i sistemi di sicurezza austroungarici e attaccarono la flotta nemica di stanza nella Baia di Buccari .
La squadra comandata dal capitano di fregata Costanzo Ciano della quale facevano parte anche Luigi Rizzo e Gabriele D'Annunzio portò a termine una delle imprese più gloriose e audaci della storia delle nostre forze armate inoltre con la Beffa di Buccari avevamo finalmente vendicato la sconfitta nella battaglia di Lissa del 1866.
Alle 22.00 del 10 febbraio, i tre M.A.S. iniziarono il loro pericoloso trasferimento dalla zona compresa tra l'isola di Cherso e la costa istriana sino alla baia di Buccari dove, sostavano unità nemiche sia mercantili sia militari.
L'audacia dell'impresa trova ragione di essere nel percorso di 50 miglia tra le maglie della difesa costiera nemica, anche se l'attacco non riuscì, dato che i siluri lanciati dalle 3 motosiluranti si impigliarono nelle reti che erano a protezione dei piroscafi alla fonda. Le unità italiane riuscirono successivamente a riguadagnare il largo tra l'incredulità dei posti di vedetta austriaci che non credettero possibile che unità italiane fossero entrate fino in fondo al porto, e che non reagirono con le armi ritenendo dovesse trattarsi di naviglio austriaco.
Dal punto di vista propriamente operativo, emerse un elemento importante dalla scorreria dei M.A.S. a Buccari: le facili smagliature ed il mancato coordinamento del sistema di vigilanza costiero austriaco che finiva per prestare il fianco all'intraprendenza dei marinai italiani sempre più audaci.
L'impresa di Buccari ebbe poi una grande risonanza, in una guerra in cui gli aspetti psicologici cominciavano ad avere un preciso rilievo, anche per la partecipazione diretta di Gabriele D'Annunzio, che abilmente orchestrò i risvolti propagandistici dell'azione e che lascio in mare davanti alla costa nemica, tre bottiglie ornate di nastri tricolori recanti un satirico messaggio così concepito:
"In onta alla cautissima Flotta austriaca occupata a covare senza fine dentro i porti sicuri la gloriuzza di Lissa, sono venuti col ferro e col fuoco a scuotere la prudenza nel suo più comodo rifugio i marinai d'Italia, che si ridono d'ogni sorta di reti e di sbarre, pronti sempre ad osare l'inosabile. E un buon compagno, ben noto, il nemico capitale, fra tutti i nemici il nemicissimo, quello di Pola e di Cattaro, è venuto con loro a beffarsi della taglia".
Questa è l'Italia e questi sono i veri italiani gente che grazie ad intraprendenza, abilità e audacia è sempre stata in grado di colmare la disparità di forze con il nemico o l'avversario, purtroppo noi ci siamo dimenticati tutto questo ma quelle stesse capacità di Ciano, Rizzo e D'Annunzio sono ancora dentro di noi e stà solo a noi farle riemergere i nostri politici in 70 anni di finta democrazia ci hanno addormentato ed è giunta l'ora di risvegliarsi.

Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale


martedì 20 agosto 2013

Giulio Camuzzoni

Il 20 agosto 1816 a Verona nacque Giulio Camuzzoni avvocato e politico italiano.
Membro dell'alta borghesia veronese si recava spesso nei salotti cittadini frequentati da altri illusti cittadini quali Aleardo Aleardi e Angelo Messedaglia.
Nel 1867 venne eletto sindaco di Verona e si occupò sin da subito di scolarizzare la cittadinanza costruendo nuove scuole che passarono da 7 a 18 con un aumento del 233% degli alunni e organizzò corsi serali per adulti a spese del comune.
Successivamente si occupò dell'industrializzazione della città in quanto fino al 1866 Verona ,essendo una delle fortezze del Quadrilatero,era stata sottoposta alla rigida dominazione austriaca e alle sue servitù militari , che avevano provocato un rallentamento nella sua economia ed in particolare nello sviluppo industriale.
Nel 1870 Verona non aveva ancora conosciuto la rivoluzione industriale che era invece sbocciata nelle altre città europee,la popolazione era per lo più impiegata nel settore agricolo e di piccola attività manifatturiera.
In questo contesto per favorire lo sviluppo industriale e per dimunuire la forte disoccupazione che affliggeva la popolazione Camuzzoni incaricò l'ingenier Enrico Carli di progettare un canale industriale che attraversasse la periferia veronese.
Purtroppo i lavori subirono dei ritardi anche a causa dell'alluvione del 1882 e quando il canale fù concluso nel 1885 l'industria manifatturiera era in forte crisi e il canale sarà quasi del tutto inutilizzato fino al primo dopoguerra quando finalmente inizierà l'industrializzazione della città e il canale mostrerà tutta la sua utilità ed efficenza.
La gestione amministrativa di Camuzzoni dimostra come non servano vagonate di soldi per fare le opere perchè creado lavoro e coinvolgendo la cittadinaza gli enti pubblici ,siano essi comuni,province,regioni o Stato  , hanno sempre il loro ritorno economico e sociale .
Altri sindaci di oggi vantano una buona amministrazione avendo venduto immobili comunali per decine di milioni di euro solo per mantenere il bilancio comunale, togliendo spazio vitale alla fiera di Verona ormai morente per spostare tutti gli eventi a Milano e senza investire un euro .
Ecco la differenza tra Camuzzoni e i sindaci di oggi, nel 1800 la cosa pubblica era sacra e mai si sarebbe pensato di svendere immobili pubblici per mantenere il bilancio tutt'al più si sarebbe venduto per investire; oggi invece si vende per poter dire ai quattro venti "io sono un bravo amministratore" perchè poco importa se una volta lasciato l'incarico la città sarà stata tutta svenduta e i cittadini saranno in mezzo a una strada senza lavoro perchè loro diranno " quando c'ero io i conti erano a posto" ormai è questa la linea da seguire ce lo chiede l'Europa e tutti i politici , sindaci compresi ,fanno quello che viene loro ordinato compreso massacrare i propri cittadini.

Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale