Il 2 luglio 1871 Re Vittorio Emanuele II entra solennemente a Roma riunendo finalmente Roma al resto d'Italia e ponendo fine alllo Stato Pontificio.
Per uno scherzo del destino,lo stesso giorno di 22 anni prima le truppe italiane guidate da Mazzini e Garibaldi furono costrette ad arrendersi all'invasore franco-pontificio ,ponendo fine alla Repubbica Romana ma dopo 22 anni, Papa Pio IX aveva perso tutta la su boria e arroganza e dopo aver massacrato ed esser stato complice degli austriaci in numerose impiccagioni di patrioti italiani era finalmente costretto ad ossevare il popolo italiano riprendere possesso della Città Eterna .
Il Regno d'Italia era incompleto senza la sua naturale capitale, ma ora ,anche se all'appello mancano ancora alcune terre irredente, l'Unità d'Italia si può definire completa e la nostra Patria era pronta alla sua ascesa a Stato dominante nel panorama mondiale , ascesa che la farà trovare pronta al momento della resa dei conti con lo storico nemico : l'Impero Austroungarico.
Oggi come allora, le cose non sono cambiate molto per fare l'Italia e riportarla ai suoi vecchi splendori culturali ed economici bisogna riappropriarsi di Roma ; nel 1871 Roma era occupata dalla Chiesa oggi invece è occupata da un branco di camerieri dell?alta finanza e dell' Unione Europea che vogliono la nostra morte .
Come dicevano i garibaldini prima e le camice nere poi "O Roma o Morte" a noi non interessa Bruxelles e l'Europa quella la lasciamo volentieri ai venditori di pentole come Salvini ,Meloni & company che tutto vogliono tranne il bene dell'Italia.
L'Italia si salva da Roma non da Bruxelles perchè il potere di farci uscire da questa trappola ce l'ha solo il parlamento italiano ; è l'unico potere che gli è rimasto ma può ancora salvarci fuori dall'europa saremo di nuovo padroni del nostro destino ed allora nessuno potrà più fermarci.
L'Unione Europea dev'essere distrutta
Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale
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mercoledì 2 luglio 2014
Roma Capitale
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mercoledì 30 aprile 2014
Battaglia di Pastrengo
Tra il 29 e il 30 aprile 1848 ebbe luogo la Battaglia di Pastrengo.
La Prima Guerra d'Indipendenza era ormai iniziata da più di un mese e le truppe di Re Carlo Alberto insieme al Corpo Volontari Italiani avevano già liberato la Lombardia e ad inizio aprile avevano invaso il Veneto puntando diritti su Pastrengo e Bussolengo in modo da interrompere le comunicazioni austriache alle fortezze di Peschiera del Garda e Verona.
A Pastrengo Re Carlo Alberto insieme al figlio Vittorio Emanuele (futuro Re d'Italia) si trovò in prima linea insieme ai suoi soldati e la battaglia stava volgendo a favore degli italiani ma improvvisamente l'arrivò di un'unità nemica stava per travolgere il Re e di conseguenza rischiava di compromettere la battaglia privando l'esercito del suo comandante; fu in quel momento che il maggiore dei carabinieri Alessandro Negri di Sanfront ordinò la carica alla sue divisioni sbaragliando definitivamente le ultime resistenze austriache a Pastrengo.
Anche se la guerra non sarà vinta Pastrengo rimarrà indelebile nella memoria degli Italiani come la prima grande sconfitta degli Austriaci sul campo di battaglia , sconfitta che portò l'Impero sull'orlo della capitolazione totale .
A guerra finita gli austriaci faranno pagare un caro prezzo la sconfitta alle popolazioni del lombardo-veneto ma ormai la loro fine era segnata perchè a Pastrengo un'esercito inferiore di numero e con meno artiglieria a disposizione diede una dura lezione a quell'Impero che credeva ancora di essere il padrone d'Europa.
A Pastrengo l'Impero austroungarico era morto ma se ne accorgerà solo 70 anni dopo.
Combattenti di Pastrengo.....
PRESENTI !!!!!!
Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale
La Prima Guerra d'Indipendenza era ormai iniziata da più di un mese e le truppe di Re Carlo Alberto insieme al Corpo Volontari Italiani avevano già liberato la Lombardia e ad inizio aprile avevano invaso il Veneto puntando diritti su Pastrengo e Bussolengo in modo da interrompere le comunicazioni austriache alle fortezze di Peschiera del Garda e Verona.
A Pastrengo Re Carlo Alberto insieme al figlio Vittorio Emanuele (futuro Re d'Italia) si trovò in prima linea insieme ai suoi soldati e la battaglia stava volgendo a favore degli italiani ma improvvisamente l'arrivò di un'unità nemica stava per travolgere il Re e di conseguenza rischiava di compromettere la battaglia privando l'esercito del suo comandante; fu in quel momento che il maggiore dei carabinieri Alessandro Negri di Sanfront ordinò la carica alla sue divisioni sbaragliando definitivamente le ultime resistenze austriache a Pastrengo.
Anche se la guerra non sarà vinta Pastrengo rimarrà indelebile nella memoria degli Italiani come la prima grande sconfitta degli Austriaci sul campo di battaglia , sconfitta che portò l'Impero sull'orlo della capitolazione totale .
A guerra finita gli austriaci faranno pagare un caro prezzo la sconfitta alle popolazioni del lombardo-veneto ma ormai la loro fine era segnata perchè a Pastrengo un'esercito inferiore di numero e con meno artiglieria a disposizione diede una dura lezione a quell'Impero che credeva ancora di essere il padrone d'Europa.
A Pastrengo l'Impero austroungarico era morto ma se ne accorgerà solo 70 anni dopo.
Combattenti di Pastrengo.....
PRESENTI !!!!!!
Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale
lunedì 17 marzo 2014
17 Marzo : L' Italia diventa Stato
Il 17 marzo 1861 a 56 anni esatti dalla proclamazione del Regno d'Italia di Re Napoleone Bonaparte, a Torino viene proclamato dal nuovo Parlamento il Regno d'Italia con Vittorio Emanuele II come Re d'Italia e Camillo Benso conte di Cavour presidente del governo del Regno unitario.
Come direbbe Garibaldi l'Unione è fatta ; dopo secoli di divisione di invasione barbariche e di oppressori stranieri la nazione Italia aveva finalmente uno Stato sovrano e nazionale .
Finalmente la volontà di unirsi manifestata dal popolo italiano sin dalle guerre napoleoniche era divenuta realtà e anche se all'appello mancavano ancora le terre irredente Corsica,Nizza,Trentino-alto adige,Veneto,Friuli -Venezia Giulia,Istria ,Fiume ,Dalmazia fino a Cattaro e soprattutto Roma l'Italia era arrivata a un punto di svolta ed era pronta a riprendersi il posto che le spettava nel mondo.
Oggi c'è molta gente in tutta la penisola che mette in discussione il Risorgimento italiano questo purtroppo non deve sorprendere perchè l'Italia terra ricca da sempre di "eroi, di santi, di poeti, di artisti, di navigatori, di colonizzatori, di trasmigratori" da sempre è vittima del suo tallone d'Achille : i traditori.
E' da lì che viene lo scarso senso dello stato degli italiani , noi siamo sempre stati traditi dai nostri capi fin dagli ultimi anni dell'Impero Romano ;le nostre grandi doti , il nostro genio ,il nostro coraggio , il nostro senso del sacrificio è spesso risultato vano a causa degli eredi di Bruto e di Giuda.
E' vero molti errori sono stato commessi dai vari governi italiani dal 1861 ad oggi ma è ora di finirla con questa mania di voler dividere la nostra terra, il fatto che sia stata gestita male non è un buon motivo per distruggerla ; ci abbiamo messo 1500 anni per ritrovare il punto di fusione e ritornare Stato, centinaia di migliaia di nostri antenati sono morti per compiere quest'impresa ,come possiamo gettare nell'immondizia tale sacrificio? oltrettutto che vantaggio credete che porterà a noi gente comune la spartizione della nostra nazione? Ve lo dico io : nessuno , otterremo solo di cambiare carnefice o meglio il kapò perchè chi vuole dividere l'Italia sono gli stessi che già ci stanno massacrando e lo stato unitario seppur governato da camerieri delle banche resta l'ultimo ostacolo alla grande abbuffata che Germania e Unione Europea stanno preparando da anni e la portata principale siamo noi ed allora quando ci saremo dati in pasto a quei criminali ci sara ben poco da salvare.
"Un popolo che perde la propria memoria storica è un popolo destinato alla servitù fisica e morale, prima e alla perdita della sua identità nazionale, poi, e, infine, alla sparizione. A poco potranno giovargli , come all'italiano , l'essere stato l'autore di ben tre civiltà, il fatto di possedere il 90% dei monumenti d'arte di tutta l'Europa, il favellare nella lingua più armoniosa e bella del mondo, l'avere le donne più belle e gentili del globo terracqueo, e l'aver avuto gli uomini più intelligenti e valorosi del genere umano. Nulla da fare, un siffatto popolo, che dimentichi chi è e che cosa ha fatto, è destinato a sparire." Pio Filippani Ronconi
Io non voglio sparire ne che sparisca la mia Patria, non possiamo permetterlo, lo dobbiamo ai nostri nonni,ai nostri padri, a noi stessi e soprattutto ai nostri figli per continuare a farli vivere liberi nella terra dei loro padri.
Viva L'Italia e Viva gli italiani
Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale
Come direbbe Garibaldi l'Unione è fatta ; dopo secoli di divisione di invasione barbariche e di oppressori stranieri la nazione Italia aveva finalmente uno Stato sovrano e nazionale .
Finalmente la volontà di unirsi manifestata dal popolo italiano sin dalle guerre napoleoniche era divenuta realtà e anche se all'appello mancavano ancora le terre irredente Corsica,Nizza,Trentino-alto adige,Veneto,Friuli -Venezia Giulia,Istria ,Fiume ,Dalmazia fino a Cattaro e soprattutto Roma l'Italia era arrivata a un punto di svolta ed era pronta a riprendersi il posto che le spettava nel mondo.
Oggi c'è molta gente in tutta la penisola che mette in discussione il Risorgimento italiano questo purtroppo non deve sorprendere perchè l'Italia terra ricca da sempre di "eroi, di santi, di poeti, di artisti, di navigatori, di colonizzatori, di trasmigratori" da sempre è vittima del suo tallone d'Achille : i traditori.
E' da lì che viene lo scarso senso dello stato degli italiani , noi siamo sempre stati traditi dai nostri capi fin dagli ultimi anni dell'Impero Romano ;le nostre grandi doti , il nostro genio ,il nostro coraggio , il nostro senso del sacrificio è spesso risultato vano a causa degli eredi di Bruto e di Giuda.
E' vero molti errori sono stato commessi dai vari governi italiani dal 1861 ad oggi ma è ora di finirla con questa mania di voler dividere la nostra terra, il fatto che sia stata gestita male non è un buon motivo per distruggerla ; ci abbiamo messo 1500 anni per ritrovare il punto di fusione e ritornare Stato, centinaia di migliaia di nostri antenati sono morti per compiere quest'impresa ,come possiamo gettare nell'immondizia tale sacrificio? oltrettutto che vantaggio credete che porterà a noi gente comune la spartizione della nostra nazione? Ve lo dico io : nessuno , otterremo solo di cambiare carnefice o meglio il kapò perchè chi vuole dividere l'Italia sono gli stessi che già ci stanno massacrando e lo stato unitario seppur governato da camerieri delle banche resta l'ultimo ostacolo alla grande abbuffata che Germania e Unione Europea stanno preparando da anni e la portata principale siamo noi ed allora quando ci saremo dati in pasto a quei criminali ci sara ben poco da salvare.
"Un popolo che perde la propria memoria storica è un popolo destinato alla servitù fisica e morale, prima e alla perdita della sua identità nazionale, poi, e, infine, alla sparizione. A poco potranno giovargli , come all'italiano , l'essere stato l'autore di ben tre civiltà, il fatto di possedere il 90% dei monumenti d'arte di tutta l'Europa, il favellare nella lingua più armoniosa e bella del mondo, l'avere le donne più belle e gentili del globo terracqueo, e l'aver avuto gli uomini più intelligenti e valorosi del genere umano. Nulla da fare, un siffatto popolo, che dimentichi chi è e che cosa ha fatto, è destinato a sparire." Pio Filippani Ronconi
Io non voglio sparire ne che sparisca la mia Patria, non possiamo permetterlo, lo dobbiamo ai nostri nonni,ai nostri padri, a noi stessi e soprattutto ai nostri figli per continuare a farli vivere liberi nella terra dei loro padri.
Viva L'Italia e Viva gli italiani
Luca Tamburini
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