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mercoledì 14 gennaio 2015

Battaglia di Rivoli : l'inizio del Risorgimento


Il 14 gennaio 1797 ebbe luogo la famosa Battaglia di Rivoli combattuta dall'Armata d'Italia della Repubblica francese comandata dai generali Napoleone Bonaparte e Andrea Massena e dall'esercito del Sacro Romano Impero comandato dal feldmaresciallo Joseph Alvinczy.
Nonostrante l'inferiorità di uomini e mezzi, battaglia si risolse in una schiacchinte vittoria di Napoleone che darà così una svolta alla Campagna d'Italia che si concluderà con la sconfitta austriaca e la firma del Trattato di Campoformido ma soprattutto questa battaglia segna l'inizio del Risorgimento Italiano.
Si perchè sin dal suo arrivo sul suolo italiano Napoleone oltre che essere visto come un connazionale fù portatore di quegli ideali di libertà e rinnovamento ormai da troppo tempo assopiti nel popolo italiano che ad ogni tappa del generale infoltiva le tuppe dell'Armata d'Italia e arrivato a Milano lo stesso generale affermò :
"Al mio passaggio a Milano, un grande popolo risvegliato apriva un momento gli occhi. L'Italia usciva dal suo sonno, e ricordava il proprio genio come un sogno divino"

In quell'epoca in Italia il Regno di Sardegna,il Regno delle Due Sicilie ,lo Stato Pontificio e anche la Serenissima si erano completamente asserviti al volere asburgico che spadroneggiava su tutto il territorio italiano e probabilmente fu proprio questo ad infiammare gli animi degli italiani perchè mentre i loro sovrani permettevano agli austriaci di dettar legge dove non ne avevano nessun diritto Napoleone venne visto come un liberatore e Rivoli nè è l'emblema poichè anche la Serenissima una volta faro di libertà e cultura a quel tempo aveva sacrificato i suoi cittadini per mantenere i privilegi della sua classe politica infatti nonostante il Veneto fosse territorio della Repubblica di Venezia ,l'esercito austriaco vi stanziava abitualmente provocando le ire della popolazione locale, ire che a Rivoli si scatenarono come un  fiume in piena.
Certo Napoleone non ebbe sempre un comportamento giusto nei confronti degli italiani soprattutto con il Trattato di Campoformido ma noi lo seguimmo comunque e immenso fù il nostro contributo così come tantissimo fù il sangue italiano versato ma noi sapevamo bene ,e Napoleone stesso ce lo promise ,che ben preso avremmo ottenuto quella libertà che da troppo tempo mancava nella nostra Patria.
Napoleone fù il primo italiano dopo secoli a regnare su tutti i territori d'Italia da Nizza a Pola, dal Brennero a Lampedusa dalla Sardegna sin giù a Cattaro solo il Re Imperatore Vittorio Emanuele III grazie a Benito Mussolini riuscirà a fare altrettanto ma ovviamente l'unica cosa che hanno in comune i due imperatori era la statura perchè il piccolo uomo di Piemonte non può essere paragonato al Grande uomo di Corsica.
Napoleone liberò l'Italia dagli austriaci e quando, dopo la sua caduta, questi tornarono gli italiani non ebbero pace fin quando non riuscirono a ricacciarli nelle loro fogne oltre le alpi.

Viva l'Italia !!!
Viva gli italiani !!1
E viva Napoleone Bonaparte Primo Re d'Italia !!!!!

Luca Tamburini
Movimento Sovranità e Difesa Sociale

mercoledì 7 gennaio 2015

La nascita del Tricolore

Il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia la Repubblica Cispadana il congresso presieduto dal presidente Giovanni Paradisi decise di adottare il tricolore come bandiera nazionale è la nascita del Tricolore Italiano.
Gli Stati nati in Italia durante le guerre napoleoniche seppur dipendenti dalla Francia furono i primi segnali di risveglio del popolo italiano perchè grazie a Napoleone gli italiani si poterono finalmente identificare in un grande condottiero, francese  nominalmente ma italiano per nascita e spirito che per primo dopo secoli defini gli italiani " i migliori soldati d'Europa".
Il contributo italiano all'ascesa di Napoleone in Europa fu immenso e il prezzo da pagare in vite umane fù altissimo ma questo diede la consapevolezza al nostro popolo di meritare uno stato tutto nostro indipendente da qualunque potenza straniera e questo fù ancora più chiaro dopo il Congresso di Vienna che riportò i vecchi regnanti ad opprimere nuovamente il popolo italiano.
Napoleone Bonaparte accese la miccia sulla polveriera Italia ma l'Unita Nazionale l'abbiamo ottenuta noi col nostro sangue e col nostro sacrificio ci è costato molto ma ne è valsa la pena ,oggi tutto questo stà per esserci portato via un'altra volta ,anche oggi siamo seduti su un polveriera speriamo solo che anche stavolta parta la scintilla giusta.

Luca Tamburini
Movimento Sovranità e Difesa Sociale



lunedì 17 marzo 2014

17 Marzo : L' Italia diventa Stato

Il 17 marzo 1861 a 56 anni esatti dalla proclamazione del Regno d'Italia di Re Napoleone Bonaparte, a Torino viene proclamato dal nuovo Parlamento il Regno d'Italia  con Vittorio Emanuele II come  Re d'Italia e Camillo Benso conte di Cavour presidente del  governo del Regno unitario.
Come direbbe Garibaldi l'Unione è fatta ; dopo secoli di divisione di invasione barbariche e di oppressori stranieri la nazione Italia aveva finalmente uno Stato sovrano e nazionale .
Finalmente la volontà di unirsi manifestata dal popolo italiano sin dalle guerre napoleoniche era divenuta realtà e anche se all'appello mancavano ancora le terre irredente Corsica,Nizza,Trentino-alto adige,Veneto,Friuli -Venezia Giulia,Istria ,Fiume ,Dalmazia fino a Cattaro e soprattutto Roma l'Italia era arrivata a un punto di svolta ed era pronta a riprendersi il posto che le spettava nel mondo.
Oggi c'è molta gente in tutta la penisola che mette in discussione il Risorgimento italiano questo purtroppo non deve sorprendere perchè l'Italia terra ricca da sempre di "eroi, di santi, di poeti, di artisti, di navigatori, di colonizzatori, di trasmigratori" da sempre è vittima del suo tallone d'Achille : i traditori.
E' da lì che viene lo scarso senso dello stato degli italiani , noi siamo sempre stati traditi dai nostri capi fin dagli ultimi anni dell'Impero Romano ;le nostre grandi doti , il nostro genio ,il nostro coraggio , il nostro senso del sacrificio è spesso risultato vano a causa degli eredi di Bruto e di Giuda.
E' vero molti errori sono stato commessi dai vari governi italiani dal 1861 ad oggi ma è ora di finirla con questa mania di voler dividere la nostra terra, il fatto che sia stata gestita male non è un buon motivo per distruggerla ; ci abbiamo messo 1500 anni per ritrovare il punto di fusione e ritornare Stato, centinaia di migliaia di nostri antenati sono morti per compiere quest'impresa ,come possiamo gettare nell'immondizia tale sacrificio?  oltrettutto che vantaggio credete che porterà a noi gente comune la spartizione della nostra nazione? Ve lo dico io : nessuno , otterremo solo di cambiare carnefice o meglio il kapò perchè chi vuole dividere l'Italia sono gli stessi che già ci stanno massacrando e lo stato unitario seppur governato da camerieri delle banche resta l'ultimo ostacolo alla grande abbuffata che Germania e Unione Europea stanno preparando da anni e la portata principale siamo noi ed allora quando ci saremo dati in pasto a quei criminali ci sara ben poco da salvare.
 "Un popolo che perde la propria memoria storica è un popolo destinato alla servitù fisica e morale, prima e alla perdita della sua identità nazionale, poi, e, infine, alla sparizione. A poco potranno giovargli , come all'italiano , l'essere stato l'autore di ben tre civiltà, il fatto di possedere il 90% dei monumenti d'arte di tutta l'Europa, il favellare nella lingua più armoniosa e bella del mondo, l'avere le donne più belle e gentili del globo terracqueo, e l'aver avuto gli uomini più intelligenti e valorosi del genere umano. Nulla da fare, un siffatto popolo, che dimentichi chi è e che cosa ha fatto, è destinato a sparire." Pio Filippani Ronconi
Io non voglio sparire ne che sparisca la mia Patria, non possiamo permetterlo, lo dobbiamo ai nostri nonni,ai nostri padri, a noi stessi e soprattutto ai nostri figli per continuare a farli vivere liberi nella terra dei loro padri.
Viva L'Italia e Viva gli italiani

Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale

giovedì 27 febbraio 2014

Indipendenza veneta o Regno Lombardo-Veneto?

Da un po' di tempo si continua a parlare di indipendenza del Veneto dall'Italia .
Indipendentemente dalle mie opinioni personali che non prendono nemmeno in considerazione tale tradimento vediamo un po' da dove viene questo sentimento anti-italiano.
Ovviamente il primo partito che riuscì a dare voce alle folli teorie secessioniste è stato la Lega Nord col tempo però la Lega si è dimostrata un poltronifico forse anche peggiore degli altri partiti tradizionali e soprattutto in veneto si è capito che votare Lega in veneto significava distruggere il nostro territorio in favore della Lombardia ( l'esempio migliore è dato dalla Fiera di Verona che tutti i politici veneti della Lega, Tosi in primis, stanno distrugendo per favorire la Fiera di Milano).
Quindi con il declino della Lega si sono fatti strada altri partiti che per confondere le acque e fingersi indipendenti dalla Lega Nord , non parlavano più di Padania ma di Venetismo prendendo come modello la Serenissima Repubblica di Venezia.
A molti la storia millenaria della Serenissima non è nota ed è proprio su quest'ignoranza che giocano gli indipendantisti ,perchè se è vero che Venezia era stata uno Stato forte ed influente per molti secoli,ciò che nessuno vuole ricordare è che nel 1797 la Serenissima ,al pari dell'Impero Romano nel 476 d.C. , aveva già cessato di esistere ben prima dell'invasione di Napoleone mancava solo l'ufficialità, le stesse Pasque veronesi narrate come un'insurrezione di tutta la città contro Napoleone in realtà videro mezza città schierarsi con Napoleone infatti la ritorsione francese fù solo economica e non fece che pochissime vittime.
Comunque veniamo al lato pratico la proposta di referendum si poggia sulla presunta irregolarità del plebiscito del 1866 con il quale il Veneto fu annesso all'Italia; non voglio annoiarvi con altri dettagli storici vi voglio solo informare che in quel plebiscito i veneti erano chiamati a scegliere se annettersi al neonato Regno d'Italia oppure rimanere sotto la Francia ( il Veneto dopo 50 anni di dominazione austriaca era appena stato ceduto dall'Austria alla Francia di Napoleone III) quindi i veneti non avrebbero ottenuto in ogni caso l'Indipendenza e se il plebiscito fosse realmente invalidato il Veneto non sarebbe indipendente ma tornerebbe sotto dominio francese o austriaco:
E' QUESTO CHE VOLETE ????
Faccio un 'appello al popolo veneto: staccarsi dall'Italia non è la soluzione ,il problema dell'Italia non è Roma ma Berlino e Bruxelles non date ascolto ai falsi profeti che predicano l'Indipendenza ,loro al pari dei nostri politici sono servi fedeli dell'Unione Europea e della Germania; l'Italia è la nostra unica speranza di libertà ,senza di essa saremmo nuvamente schiavi della Germania e della finanza internazionale che, ha sempre "ostacolato la marcia e spesso insidiato l'esistenza medesima del popolo italiano".
"Divide et impera" dicevano i romani e i commissari europei hanno imparato  bene la lezione ,vogliono dividere l'Europa in 70 mini-stati senza esercito e senza moneta propria rendendoli tutti schiavi, non aiutiamoli in questa operazione criminale.
Non c'è Italia senza Veneto ,non c'è Veneto senza Italia.

Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale

P.s. L'uomo nella foto è il patriota veneto Daniele Manin fondatore insieme a Niccolò Tommaseo della Repubblica di San Marco nel 1848 qui sotto il suo proclama agli italiani.


giovedì 24 ottobre 2013

MALOJAROSLAVETS - "La battaglia degli Italiani"

Il 24 ottobre 1812 ebe luogo la attaglia di Malojaroslavets.
Dopo aver lasciato Mosca il 19 ottobre l'Esercito napoleonico iniziò una lenta ritirata e fù intercettato dal generale russo Kutuzov a 121 km da Mosca a Malojaroslavets dove il IV Corpo d'armata del principe Eugenio di Beauharnais, viceré d'Italia, composto in larga misura da soldati del Regno Italico,  seppur in ritirata inflisse una schiacciante sconfitta alle truppe dello zar e per la prima volta le insegne tricolori lasciarono il loro indelebile marchio in terra di Russia dimostrando una volta di più che ,nonostante i tradimenti subiti nei secoli, il mito per cui "gli italiani non sanno battersi" è una menzogna ed hanno solo bisogno di un idea e di qualcuno che creda in loro; Napoleone fù il primo a vedere il potenziale degli italiani e dopo tanto tempo avevamo trovato un uomo degno di fiducia. Oggi la storia ufficiale si occupa poco di eventi come questo preferisce ricordare le schiaccianti sconfitte o peggio i vili tradimenti compiuti dagli italiani ,fà tutto parte del piano di distruzione dell'Italia; come ho già detto più volte un popolo senza memoria non ha futuro neanche quello italiano a cui il mondo deve la sua cultura e civiltà . Studiamo la storia , leggiamo la storia perchè a Malojaroslavets così come a Legnano,a Lepanto,a Barletta ,a Rivoli, a Pastrengo,a San Martino e Solferino,a Bezzecca, a Vittorio Veneto, a El Alamein e a Nikolaevka non c'erano marziani appena sbarcati sulla terra ma c'erano italiani come noi e se loro hanno portato in alto il nome dell'Italia possiamo farlo anche noi dobbiamo solo credere in noi stessi e ricordarci da dove veniamo.

"Fate che le glorie del passato siano superate dalle glorie dell'avvenire" Benito Mussolini

Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale