« Carri armati nemici fatta irruzione a sud. Con ciò "Ariete" accerchiata. Trovasi circa cinque chilometri nordovest Bir el Abd.
carri "Ariete" combattono! »
(El Alamein, 3 novembre 1942, ore 15.30)
Questo fù l'ultimo messaggio mandato dal comando di divisione ai comandi superiori nella Battaglia di El-Alamein la Divisione Ariete dopo aver dato prova di grande coraggio e spirito di sacrificio combattè fino all'ultimo carro armato e fu completamente distrutta.
Così si concludeva la storia di una delle divisioni italiane più famose e temute.
Combattè in Africa settentrionale e per tutto il 1941 insieme ai panzer tedeschi furono la spina nel fianco dell'esercito inglese che venne ripetutamente sconfitto.
Fondamentale fu il suo apporto nella battaglia di Bir El Gobi nella quale sconfisse per ben due volte l'esercito britannico prima a fine novembre 1941 poi ai primi di dicembre giungendo in aiuto dell'eroico Reggimento Volontari Giovani Fascisti che aveva respinto e offensive inglesi per ben 3 giorni e rifilando una schiacciante scofittà all'esercito di sua maestà Britannica.
I mezzi dell'Ariete erano di ottima qualità ma numericamente scarsi e durante la seconda battaglia di El-Alamein quando i mezzi scarseggiavano sempre più e i rifonimenti erano bloccati dagli inglesi gli uomini dell'Ariete dovettero contrastare le truppe corazzate anglo-americane con il soli carri leggeri.
Vennero completamente annientati.
Come tutti gli altri soldati d'Italia anche gli uomini dell'Ariete fecero il loro dovere fino in fondo, e pur sapendo di andare incontro alla disfatta non ebbero esitazioni si arresero solo quando non avevano più nessun mezzo per combattere e infatti i reduci dell'Ariete furono molto pochi perchè pochi sopravvissero alla Battaglia di El-Alamein .
Erwin Rommel dopo la battaglia scrisse:
« Con l′Ariete perdemmo i nostri più anziani camerati italiani,
ai quali, bisogna riconoscerlo, avevamo sempre chiesto più di quello che
erano in grado di dare con il loro cattivo armamento »
Io ho la fortuna di conoscere un reduce della Divisione Ariete e quando lo guardi negli occhi ti rendi conto di parlare con un grande uomo grandezza derivante dall'aver fatto il suo dovere fino in fondo e di non aver mai rinnegato il suo credo nemmeno nei tre anni di prigionia inglese.
Caduti della Divisione Ariete
PRESENTI !!!
Luca Tamburini
Movimento Sovranità e Difesa Sociale
domenica 26 aprile 2015
venerdì 17 aprile 2015
Cancellare la Storia
"Bisogna abbattere quella colonna al Foro Italico con la vergognosa scritta 'Mussolini dux', quella è ora di abbatterla!"
Laura Boldrini
Non è una novità che i servi dell'alta finanza specialmente quelli di sinistra vogliano riscrivere e cancellare la storia, ma è la prima volta che un simile proposito viene da una delle prime 4 cariche dello Stato italiano.
E' evidente che Mussolini a 70 anni dalla sua morte fà ancora paura e soprattutto fanno paura le sue idee rivoluzionarie ma se la Boldrini si illude di far dimenticare quelle idee abbattendo un monumento si sbaglia di grosso.
Tutto ciò che lei e i suoi padroni possono fare ,e purtroppo ci stanno riuscedo, è distruggere la società civile e di conseguenza la comunità e il nostro stile di vita.
Detto questo una simile affermazione dimostra quanto si sia imbarbarito il nostro popolo a causa della colonizzazione americana e inglese poichè loro erano ,sono e sempre saranno dei barbari e vogliono imporre la loro barbarie al resto del mondo come diceva Ezra Pound :
“L'usuraio distruggerà ogni ordine sociale, ogni decenza, ogni bellezza.”
Cara Boldrini "vent'anni di fascismo nessuno potrà cancellarli dalla storia d'Italia" perchè il fascimo non fù un obelisco al Foro Mussolini, non fu il Monumento alla Vittoria di Bolzano quelli sono "solo" monumenti; il fascismo fu idea che diventa azione , fu la riforma della scuola di Gentile, fu la battaglia del grano per l'indipendenza alimentare dell'Italia , fu l'istutizione dell'INAIL e la riforma dell'INPS , fu gli assegni famigliari, fu il codice civile del 1942 ancor oggi vigente, fu la tredicesima, il TFR ,la Carta del Lavoro e mi fermo qui perchè altrimenti mi servirebbe un'enciclopedia.
Questo era il fascimo e le idee che portava avanti non sono morte col Duce nè con i suoi gerarchi quelle idee non moriranno mai e i vent'anni di governo Mussolini si potranno cancellare solo previa distruzione totale della nostra società civile ed è proprio questo il suo obbiettivo signora Boldrini ma le assicuro che presto o tardi la società si ribellerà e le idee del fascimo torneranno a tormentare l'alta finanza , le idee camminano sulle gambe degli uomini abbiamo solo bisogno di uomini nuovi.
Luca Tamburini
Movimento Sovranità e Difesa Sociale
Laura Boldrini
Non è una novità che i servi dell'alta finanza specialmente quelli di sinistra vogliano riscrivere e cancellare la storia, ma è la prima volta che un simile proposito viene da una delle prime 4 cariche dello Stato italiano.
E' evidente che Mussolini a 70 anni dalla sua morte fà ancora paura e soprattutto fanno paura le sue idee rivoluzionarie ma se la Boldrini si illude di far dimenticare quelle idee abbattendo un monumento si sbaglia di grosso.
Tutto ciò che lei e i suoi padroni possono fare ,e purtroppo ci stanno riuscedo, è distruggere la società civile e di conseguenza la comunità e il nostro stile di vita.
Detto questo una simile affermazione dimostra quanto si sia imbarbarito il nostro popolo a causa della colonizzazione americana e inglese poichè loro erano ,sono e sempre saranno dei barbari e vogliono imporre la loro barbarie al resto del mondo come diceva Ezra Pound :
“L'usuraio distruggerà ogni ordine sociale, ogni decenza, ogni bellezza.”
Cara Boldrini "vent'anni di fascismo nessuno potrà cancellarli dalla storia d'Italia" perchè il fascimo non fù un obelisco al Foro Mussolini, non fu il Monumento alla Vittoria di Bolzano quelli sono "solo" monumenti; il fascismo fu idea che diventa azione , fu la riforma della scuola di Gentile, fu la battaglia del grano per l'indipendenza alimentare dell'Italia , fu l'istutizione dell'INAIL e la riforma dell'INPS , fu gli assegni famigliari, fu il codice civile del 1942 ancor oggi vigente, fu la tredicesima, il TFR ,la Carta del Lavoro e mi fermo qui perchè altrimenti mi servirebbe un'enciclopedia.
Questo era il fascimo e le idee che portava avanti non sono morte col Duce nè con i suoi gerarchi quelle idee non moriranno mai e i vent'anni di governo Mussolini si potranno cancellare solo previa distruzione totale della nostra società civile ed è proprio questo il suo obbiettivo signora Boldrini ma le assicuro che presto o tardi la società si ribellerà e le idee del fascimo torneranno a tormentare l'alta finanza , le idee camminano sulle gambe degli uomini abbiamo solo bisogno di uomini nuovi.
Luca Tamburini
Movimento Sovranità e Difesa Sociale
martedì 14 aprile 2015
Fabrizio Quattrocchi : figlio d'Italia
https://www.youtube.com/watch?v=kxtBa8PbCh0
28 aprile 1945
Francesco Maria Barracu rivolto al plotone d'esecuzione, percuotendosi il petto all'altezza del cuore disse "Qui dovete sparare: io sono una medaglia d'oro!"
14 aprile 2004
"Vi faccio vedere come muore un'italiano"
E' vero Quattrocchi non è Barracu ,non ha dedicato tutta la sua vita alla Patria morendo poi per essa ma all'Italia Fabrizio ha dedicato il suo ultimo pensiero; non ha pregato ,non ha supplicato anche lui ha chiesto di potersi togliere la benda per guardare in faccia i suoi assassini ovviamente come nel '45 i vigliacchi non glielo hanno concesso sparandogli subito dopo.
C'è chi lo chiama eroe ,chi lo chiama assassino e chi mercenario la verità probabilmente stà nel mezzo ; sicuramente per fare il suo lavoro ci voleva coraggio e carattere e quando si lavora solitamente lo si fà anche per essere pagati come tutti gli altri lavoratori ;il termine eroe forse è esagerato ma si sicuro non era un criminale era un lavoratore e come tale merita rispetto, faceva un lavoro rischioso in un luogo pericoloso sapeva i rischi che correva , qualcuno obbietta che sul lavoro muoiono persone tutti i giorni, ma se tu sai che stai per morire e prima di essere assassinato ti viene in mente solo di rivendicare con orgoglio la tua italianità allora forse sei veramente un eroe e la nostra Patria ha un estremo bisogno di gente come te.
Riposa in pace Fabrizio.
Fabrizio Quattrocchi
PRESENTE !!!!
Luca Tamburini
Movimento Sovranità e Difesa Sociale
28 aprile 1945
Francesco Maria Barracu rivolto al plotone d'esecuzione, percuotendosi il petto all'altezza del cuore disse "Qui dovete sparare: io sono una medaglia d'oro!"
14 aprile 2004
"Vi faccio vedere come muore un'italiano"
E' vero Quattrocchi non è Barracu ,non ha dedicato tutta la sua vita alla Patria morendo poi per essa ma all'Italia Fabrizio ha dedicato il suo ultimo pensiero; non ha pregato ,non ha supplicato anche lui ha chiesto di potersi togliere la benda per guardare in faccia i suoi assassini ovviamente come nel '45 i vigliacchi non glielo hanno concesso sparandogli subito dopo.
C'è chi lo chiama eroe ,chi lo chiama assassino e chi mercenario la verità probabilmente stà nel mezzo ; sicuramente per fare il suo lavoro ci voleva coraggio e carattere e quando si lavora solitamente lo si fà anche per essere pagati come tutti gli altri lavoratori ;il termine eroe forse è esagerato ma si sicuro non era un criminale era un lavoratore e come tale merita rispetto, faceva un lavoro rischioso in un luogo pericoloso sapeva i rischi che correva , qualcuno obbietta che sul lavoro muoiono persone tutti i giorni, ma se tu sai che stai per morire e prima di essere assassinato ti viene in mente solo di rivendicare con orgoglio la tua italianità allora forse sei veramente un eroe e la nostra Patria ha un estremo bisogno di gente come te.
Riposa in pace Fabrizio.
Fabrizio Quattrocchi
PRESENTE !!!!
Luca Tamburini
Movimento Sovranità e Difesa Sociale
giovedì 19 marzo 2015
Festa del Papà
Oggi 19 marzo si festeggia San Giuseppe padre putativo di Gesù Cristo e nei paesi a tradizione cattolica oggi è anche la festa del papà.
Il papà è sempre stato il capo famiglia simbolo di forza e sicurezza per i figli ,colui che provvedeva al sostentamento della famiglia e che prendeva le decisioni importanti mentre la madre provvedeva ad educare i figli ed a mandare avanti la casa.
Oggi questo stato di cose stà venendo meno la finanza internazionale ha deciso che che entrambi i genitori devono lavorare per riuscire ad avrere un'esistenza dignitosa e questa crisi ha spesso messo l'uomo nella condizione di non poter provvedere più al mantenimento della famiglia destabilizzando così la stessa.
Si perchè i ruoli non si possono invertire così a piacimento , le donne da molti anni in nome di una presunta emancipazione hanno rinunciato al loro ruolo che era parallelo ma non inferiore a quello dell'uomo ma ora si è voluta a tutti i costi l'uguaglianza dei sessi (che uguali non sono) e questo ha causato un'ulteriore indebolimento della famiglia (ovviamente quella tradizionae altre non ne esistono).
Non me ne vogliano le donne questo non è un atto di accusa nei loro confronti ma siamo tutti vittime e allo stesso tempo involontari complici di un sistema che vuole distruggere il tessuto sociale ponendo quindi fine alla nostra società.
La famiglia è l'ultimo ostacolo da abbattere si perchè anche se agonizzante e ridotta ai minimi termini la famiglia è l'unica istituzione dove i soldi non regnano sovrani e dove l'egoismo non la fà da padrone perchè la famiglia è la comuntà originaria l'uomo non nasce come singolo ma nasce già all'interno di questa comunità ,comunità nella quale gli individui sono disposti a sacrificarsi gli uni per gli altri ed è questo che il capitalismo vuole distruggere poichè al capitale non servono comunità anzi gli sono di ostacolo l'alta finanza vuole degli automi in conflitto fra loro che inseguono unicamente il benessere personale.
Quindi non facciamoci manovrare dai padroni del mondo difendiamo la famiglia tradizionale e difendiamo a spada tratta le figure di Papà e Mamma, i figli e la comunità in genere non può fare a meno di nessuna di queste due figure pena la dissoluzione totale .
Auguri a tutti i papà a quelli in cielo e a quelli ancora tra noi
Buona festa del Papà
Luca Tamburini
Movimento Sovranità e Difesa Sociale
Il papà è sempre stato il capo famiglia simbolo di forza e sicurezza per i figli ,colui che provvedeva al sostentamento della famiglia e che prendeva le decisioni importanti mentre la madre provvedeva ad educare i figli ed a mandare avanti la casa.
Oggi questo stato di cose stà venendo meno la finanza internazionale ha deciso che che entrambi i genitori devono lavorare per riuscire ad avrere un'esistenza dignitosa e questa crisi ha spesso messo l'uomo nella condizione di non poter provvedere più al mantenimento della famiglia destabilizzando così la stessa.
Si perchè i ruoli non si possono invertire così a piacimento , le donne da molti anni in nome di una presunta emancipazione hanno rinunciato al loro ruolo che era parallelo ma non inferiore a quello dell'uomo ma ora si è voluta a tutti i costi l'uguaglianza dei sessi (che uguali non sono) e questo ha causato un'ulteriore indebolimento della famiglia (ovviamente quella tradizionae altre non ne esistono).
Non me ne vogliano le donne questo non è un atto di accusa nei loro confronti ma siamo tutti vittime e allo stesso tempo involontari complici di un sistema che vuole distruggere il tessuto sociale ponendo quindi fine alla nostra società.
La famiglia è l'ultimo ostacolo da abbattere si perchè anche se agonizzante e ridotta ai minimi termini la famiglia è l'unica istituzione dove i soldi non regnano sovrani e dove l'egoismo non la fà da padrone perchè la famiglia è la comuntà originaria l'uomo non nasce come singolo ma nasce già all'interno di questa comunità ,comunità nella quale gli individui sono disposti a sacrificarsi gli uni per gli altri ed è questo che il capitalismo vuole distruggere poichè al capitale non servono comunità anzi gli sono di ostacolo l'alta finanza vuole degli automi in conflitto fra loro che inseguono unicamente il benessere personale.
Quindi non facciamoci manovrare dai padroni del mondo difendiamo la famiglia tradizionale e difendiamo a spada tratta le figure di Papà e Mamma, i figli e la comunità in genere non può fare a meno di nessuna di queste due figure pena la dissoluzione totale .
Auguri a tutti i papà a quelli in cielo e a quelli ancora tra noi
Buona festa del Papà
Luca Tamburini
Movimento Sovranità e Difesa Sociale
martedì 17 marzo 2015
L'insurrezione di Venezia
Venezia 17 marzo anno domini 1848
Dopo la rivoluzione siciliana di gennaio , prima ancora di Zara e di Milano (le famose 5 giornate) la popolazione di Venezia insorse contro l'invasore austriaco cacciandolo dalla città.
La prima azione dei rivoltosi fù liberare dal carcere i Patrioti Daniele Manin e Niccolò Tommaseo che pochi giorni dopo formeranno un governo provvisorio . La Repubblica adotterà il Tricolore con il leone di San Marco come bandiera ed entrerà in guerra assieme al Regno di Sardegna . in luglio il parlamento veneziano deciderà l'annessione allo stato piemontese riconoscendo Carlo Alberto di Savoia come Re.
Le sorti della guerra furono sfavorevoli ai Savoia ma le città non nè vollero sapere di far rientrare gli austriaci e vennero tutte assediate e furono tutte ben presto costrette alla resa, tutte tranne Roma e Venezia che resistettero ad oltranza anche perchè in queste città erano accorsi soldati di TUTTA la penisola. Con questo proclama Manin chiamò a raccolta gli italiani:
A Venezia in particolare vi erano due contingenti napoletani uno di 2500 uomini comandato dal colonnello Ulloa a difesa di Forte Marghera e uno di 2000 effettivi comandato dal generale Pepe a difesa della città.
Dopo la resa di Roma il 4 luglio 1949, Venezia rimase l'ultimo Tricolore a sventolare sul suolo italico e si arrese solo dopo aver esaurito viveri ,munizioni e anche dopo lo scoppio di un'epidemia di colera.
I veneziani di allora avevano ancora vivo il ricordo della Serenissima eppure lottarono per l'Italia non per se stessi poichè erano ben consci che l'italianità era da sempre dentro di loro e dentro a tutti gli altri abitanti della penisola e nel momento del bisogno quest'unione spirituale che legava tutti gli italiani è sempre venuta fuori , era successo nell'epoca dei comuni, nelle guerre napoleoniche e nel 1848 era giunto il momento di dare uno Stato ad un popolo che ,contrariamente a quello che dicono leghisti e neo-borbonici, era sempre stato unito magari diverso,eterogeneo ma unito e quindi italiani non fatevi ingannare i nostri avi hanno combattuto e sono morti per ridarci una Patria liberandola dallo straniero e anche oggi il nemico è sempre lo straniero non l'Italiano .
Se abbiamo dei traditori, li processeremo ma non dobbiamo svendere l'Italia alla finanza speculativa dell'Unione Europea per colpa di due traditori ,perchè lo straniero farà ciò che ha sempre fatto: sfruttare le nostre risorse sottomettendo la popolazione civile.
L'Italia è la nostra Patria e il Veneto ne è parte integrante non c'è Italia senza Veneto ,non c'è Veneto senza Italia.
Luca Tamburini
Movimento Sovranità e Difesa Sociale
Dopo la rivoluzione siciliana di gennaio , prima ancora di Zara e di Milano (le famose 5 giornate) la popolazione di Venezia insorse contro l'invasore austriaco cacciandolo dalla città.
La prima azione dei rivoltosi fù liberare dal carcere i Patrioti Daniele Manin e Niccolò Tommaseo che pochi giorni dopo formeranno un governo provvisorio . La Repubblica adotterà il Tricolore con il leone di San Marco come bandiera ed entrerà in guerra assieme al Regno di Sardegna . in luglio il parlamento veneziano deciderà l'annessione allo stato piemontese riconoscendo Carlo Alberto di Savoia come Re.
Le sorti della guerra furono sfavorevoli ai Savoia ma le città non nè vollero sapere di far rientrare gli austriaci e vennero tutte assediate e furono tutte ben presto costrette alla resa, tutte tranne Roma e Venezia che resistettero ad oltranza anche perchè in queste città erano accorsi soldati di TUTTA la penisola. Con questo proclama Manin chiamò a raccolta gli italiani:
A Venezia in particolare vi erano due contingenti napoletani uno di 2500 uomini comandato dal colonnello Ulloa a difesa di Forte Marghera e uno di 2000 effettivi comandato dal generale Pepe a difesa della città.
Dopo la resa di Roma il 4 luglio 1949, Venezia rimase l'ultimo Tricolore a sventolare sul suolo italico e si arrese solo dopo aver esaurito viveri ,munizioni e anche dopo lo scoppio di un'epidemia di colera.
I veneziani di allora avevano ancora vivo il ricordo della Serenissima eppure lottarono per l'Italia non per se stessi poichè erano ben consci che l'italianità era da sempre dentro di loro e dentro a tutti gli altri abitanti della penisola e nel momento del bisogno quest'unione spirituale che legava tutti gli italiani è sempre venuta fuori , era successo nell'epoca dei comuni, nelle guerre napoleoniche e nel 1848 era giunto il momento di dare uno Stato ad un popolo che ,contrariamente a quello che dicono leghisti e neo-borbonici, era sempre stato unito magari diverso,eterogeneo ma unito e quindi italiani non fatevi ingannare i nostri avi hanno combattuto e sono morti per ridarci una Patria liberandola dallo straniero e anche oggi il nemico è sempre lo straniero non l'Italiano .
Se abbiamo dei traditori, li processeremo ma non dobbiamo svendere l'Italia alla finanza speculativa dell'Unione Europea per colpa di due traditori ,perchè lo straniero farà ciò che ha sempre fatto: sfruttare le nostre risorse sottomettendo la popolazione civile.
L'Italia è la nostra Patria e il Veneto ne è parte integrante non c'è Italia senza Veneto ,non c'è Veneto senza Italia.
Luca Tamburini
Movimento Sovranità e Difesa Sociale
lunedì 16 marzo 2015
Gaio Giulio Cesare : il primo Imperatore di Roma
" Così Egli operò e creò, come mai nessun altro mortale prima e dopo di Lui, e come operatore e creatore Cesare vive ancora, dopo tanti secoli, nel pensiero delle nazioni, il primo e veramente unico Imperatore. "
ERA IL 15 MARZO 44 A.C.
LE IDI DI MARZO
GAIUS IULIUS CAESAR veniva assassinato da un gruppo di senatori capeggiati da Marco Giunio Bruto ,Gaio Cassio Longino e Decimo Bruto.
In quel giorno si concludeva la vita del più grande condottiero che il mondo civilizzato abbia mai conosciuto.
Conquistò la Gallia e portò gli eserciti romani a combattere e vincere contro i popoli barbari di tutta Europa portando la civiltà romana in tutto il continente e trasformando Roma da Repubblica a Impero.
Ci sarebbero molte cose da dire su Giulio Cesare non basterebbe un libro , fu un grande uomo che incarnava a pieno lo spirito italico amato dal popolo e odiato da molti politici che temevano di perdere i loro privilegi e il destino dei grandi uomini spesso è quello di essere uccisi da dei vili traditori e specialmente in Italia fatti come quello di Cesare si sono ripetuti continuamente nel corso dei secoli fino ai nostri giorni.
Italiani: popolo di Santi, Poeti, Navigatori ed Eroi ma in questo grande popolo non sono mai mancati neanche i traditori che spesso hanno vanificato gli sforzi,le gesta e i sacrifici non solo dei grandi uomini ma di tutto il popolo italiano .
Se vogliamo riportare la nostra Patria agli antichi splendori dovremo innanzitutto liberarci dei traditori della nostra terra.
Luca Tamburini
Movimento Sovranità e Difesa Sociale
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venerdì 20 febbraio 2015
Bardolino sempre peggio
"I veneti sono un popolo di ubriaconi e alcolizzati: poveretti, non è
colpa loro se nascono in Veneto. Alcolizzati atavici erano i nonni, i
padri, le madri, il loro è un destino. Basta sentire l’accento veneto: è
da ubriachi, da alcolizzati, da ombretta, da vino". Oliviero Toscani
Come tutti ben sapete dopo l'affermazione di Toscani sui veneti io contrariamente a molti altri non ho fatto una piega in quanto ritenevo che un essere simile non meritasse nessuna attenzione e non ho mai preteso le sue scuse per le stesse ragioni.
Ma oggi mio malgrado sono costretto a parlarne in quanto il sindaco del mio comune, Bardolino ha deciso di invitarlo al Palio del Chiaretto come ospite d'onore !
Beh io non sò cosa sia passato per la testa del sindaco Ivan De Beni ma penso che con questo invito Bardolino tocchi uno dei punti più bassi della sua storia !!
Toscani ha dimostrato disprezzo per i veneti e quindi non può essere il benvenuto è solo un fallito in cerca di visibilità e l'ha trovata proprio qui a Bardolino che tristezza !!!!
Sono sicuro che il sindaco avrà le sue motivazioni ma a me non interessano come ha detto Arrigo Sacchi pochi giorni fà :
"...per avere successo siamo disposti a vendere l'anima al diavolo,non abbiamo dignità non abbiamo un orgoglio italiano , quando si mette il buisness al primo posto il calcio non può avere successo,....il calcio è la metafora della vita sociale e politica di un paese dove molte volte debordiamo anzi quasi sempre"
Ovviamente qui l'argomento era il calcio ma si adatta benissimo alla situazione di Bardolino e dell'Italia in generale.
Siamo disposti a venderci per un piatto di lenticchie stiamo raschiando il fondo del barile ormai è sempre più difficile riconsce quella che fù la Patria per cui i nostri avi hanno combattuto e lavorato smettiamola di prendercela con il governo centrale in Italia oramai sono sempre meno quelli che si salvano come ho detto prima che tristezza !!!
Per concludere invito tutte le cantine della zona del Bardolino Classico a disertare il Palio del Chiaretto per dimostrare che non tutti sono disposti a vendersi per un piatto di lenticchie.
Luca Tamburini
Movimento Sovranità e Difesa Sociale
Come tutti ben sapete dopo l'affermazione di Toscani sui veneti io contrariamente a molti altri non ho fatto una piega in quanto ritenevo che un essere simile non meritasse nessuna attenzione e non ho mai preteso le sue scuse per le stesse ragioni.
Ma oggi mio malgrado sono costretto a parlarne in quanto il sindaco del mio comune, Bardolino ha deciso di invitarlo al Palio del Chiaretto come ospite d'onore !
Beh io non sò cosa sia passato per la testa del sindaco Ivan De Beni ma penso che con questo invito Bardolino tocchi uno dei punti più bassi della sua storia !!
Toscani ha dimostrato disprezzo per i veneti e quindi non può essere il benvenuto è solo un fallito in cerca di visibilità e l'ha trovata proprio qui a Bardolino che tristezza !!!!
Sono sicuro che il sindaco avrà le sue motivazioni ma a me non interessano come ha detto Arrigo Sacchi pochi giorni fà :
"...per avere successo siamo disposti a vendere l'anima al diavolo,non abbiamo dignità non abbiamo un orgoglio italiano , quando si mette il buisness al primo posto il calcio non può avere successo,....il calcio è la metafora della vita sociale e politica di un paese dove molte volte debordiamo anzi quasi sempre"
Ovviamente qui l'argomento era il calcio ma si adatta benissimo alla situazione di Bardolino e dell'Italia in generale.
Siamo disposti a venderci per un piatto di lenticchie stiamo raschiando il fondo del barile ormai è sempre più difficile riconsce quella che fù la Patria per cui i nostri avi hanno combattuto e lavorato smettiamola di prendercela con il governo centrale in Italia oramai sono sempre meno quelli che si salvano come ho detto prima che tristezza !!!
Per concludere invito tutte le cantine della zona del Bardolino Classico a disertare il Palio del Chiaretto per dimostrare che non tutti sono disposti a vendersi per un piatto di lenticchie.
Luca Tamburini
Movimento Sovranità e Difesa Sociale
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