Mercoledì 20 maggio a Verona si è tenuto il Consiglio Provinciale dove all'ordine del giorno c'era anche la riapertura della strada provinciale n.° 8 : la famosa Strada Graziani.
Finalmente questa strada d'importanza vitale per il Baldo sarà riaperta ; si dovrà ancora attendere qualche mese per le solite lungaggini burocratiche ma adesso è ufficiale i soldi ci sono e i lavori cominceranno a settembre, massimo ottobre e saranno conclusi entro un mese .
La stagione invernale insomma comincerà (tempo permettendo) con una viabilità sicuramente migliore.
Dopo tre lunghi anni di attesa gli organi competenti hanno deciso di muoversi meglio tardi che mai ora rimaniamo in attesa, sperando che non sorgano altri problemi che ne rallentino la riapertura ma siamo sicuri non ce ne saranno.
Di solito si finisce ringraziano gli addetti ai lavori ma dopo tre anni di chiusura i ringraziamenti mi sembrerebbero fuori luogo .
Ringrazio solo i cittadini di Ferrara di Monte Baldo per i sacrifici fatti e per la pazienza avuta ; un'ultimo sforzo ferraresi forse è la volta buona.
Luca Tamburini
Movimento Sovranità e Difesa Sociale
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sabato 23 maggio 2015
mercoledì 6 maggio 2015
Generale Graziani : " L'Eroe del Pasubio"
Il Generale Andrea Graziani nacque a Bardolino il 15 luglio 1864.
A 17 anni fu ammesso alla Scuola Militare e fece ben presto carriera.
Nel 1883 come sottotenente fu di stanza in africa orientale col III° Battaglione d'Africa durante la colonizzazione dell'Eritrea per poi passare alla scuola di guerra.
Sia in pace che in guerra diede prova di coraggio, abnegazione e sangue freddo .
Nel 1906 a Treviso mise a rischio la sua incolumità per fermare dei cavalli imbizzarriti attaccati ad una carrozza ; nel 1908 si trovava a Messina durante il famoso terremoto e si distinse per l'organizzazione dei soccorsi per lo sgombero e per la ricostruzione .
Il Maggiore Graziani nella zona terremotata si dimostrò impareggiabile per intelligente attività nel gestire l'emergenza tanto che il Consiglio Comunale di Messina gli conferì la cittadinanza onoraria della città.
Pochi mesi prima della guerra durante il terremoto di Avezzano riconfermò la sua capacità di organizzatore nell’opera di salvataggio e ricostruzione e in soli 45 giorni i 12 paesi della zona erano completamente baraccati con forni e botteghe ricostruite.
Promosso generale a capo della I^ Armata ,durante una battaglia sugli altopiani davanti a Folgaria Graziani fù ferito ad una gamba ma nonstante ciò non volle lasciare il campo di battaglia e guidò all'assalto i due battaglioni che in mancanza di ordini non sarebbero riusciti a sfruttare il momento favorevole, completando così la vittoria conquistando Bocca Vall'Orsara (Folgaria) .
Durante la convalescenza continuò a girare il fronte in auto per tener sotto controllo la situazione e per far sentire alle truppe la vicinanza del loro comandante.
Ma le imprese che lo renderanno famoso saranno al comando della 44^ Divisione che riuscì a tenere saldamente il fronte del Pasubio sia durante la Strafexpedition che durante tutta la durata del conflitto ; l'aggressività della 44^ Divisione era particolarmente temuta dagli austriaci e grazie a queste battaglie Graziani divenne famoso come l'"Eroe del Pasubio" e gli valse una Medaglia d'Argento al valor militare.
Il suo ordine del giorno del 3 luglio 1916 enucia :
ALLE TRUPPE DEL MONTE PASUBIO
VORREI BACIARE UNO AD UNO TUTTI VOI – UFFICIALI, GRADUATI DI TRUPPA, SOLDATI – VALOROSISSIMI DIFENSORI DEL MONTE PASUBIO. PERCHE’ TUTTI SAPPIATE LA RICONOSCENZA DEGL’ITALIANI PER IL GRANDE RISULTATO CHE IL VOSTRO SACRIFICIO DEI GIORNI 1 E 2 LUGLIO HA DATO ALLA SALVEZZA DELLA PATRIA.
IL NEMICO ERA AD UN PASSO DALLE “PORTE” CREDEVA ESSERSELE APERTE COL TERRIBILE
BOMBARDAMENTO CON CUI VI HA SFRAGELLATO PER TANTE ORE. – MA NON HA VALUTATO CHE FRA LUI E LE “PORTE” STAVANO I FIGLI D’ITALIA IN TALUNI TRATTI POCHI SUPERSTITI – MA TUTTI DECISI A MORIRE SUL POSTO PER NON LASCIARLO PASSARE
LA VOSTRA EROICA RESISTENZA HA DATO TEMPO AI COMPAGNI CHE COMBATTEVANO VITTORIOSAMENTE NELLE VALLI VICINE DI ACCORRERE IN VOSTRO AIUTO PRIME CHE NEANCHE UN METRO DELLA LINEA DI DIFESA CADESSE NELLE MANI DELL’ODIATO NEMICO.CON SOLDATI COME VOI LA VITTORIA CI ACCOMPAGNERA’ SEMPRE, E SON SICURO DI PORTARE LA NOSTRA BANDIERA A QUEI MONTI DEL TRENTINO DOVE ABITANO I PIU’ LONTANI ITALIANI, LA DOVE NASCONO LE ACQUE CHE SCENDONO AI NOSTRI MARI.
EVVIVA L’ITALIA! EVVIVA IL RE!
Dalla 44^ Divisione passò al comando della 33^ e mantenne l’occupazione di uno dei più tormentati settori carsici, il Generale, durante una vittoriosa offensiva sul Carso , diede in quattro giorni di accanita battaglia esempio di valore personale alle sue truppe, dividendo con esse, fino alle linee più avanzate, le fatiche ed i pericoli della lotta.
Dopo la Disfatta di Caporetto il generale dovette affrontare l'emergenza delle popolazioni sfollare e gestire i reggimenti allo sbando che imperversavano tutto il fronte.
Gli venne affidato l’incarico di curare la disciplina del movimento ferroviario e per la via ordinaria dei Reparti della 2^ Armata che, ripiegava sotto la pressione del nemico.
Era in giuoco la salvezza dell’Italia, perché le truppe che ancora combattevano per arginare il nemico dal mare alla Val Brenta dovevano non solo non essere intralciate nei loro movimenti, ma anche ricevere i rifornimenti necessari.
Agì coadiuvato soltanto da pochi ufficiali e da reparti di cavalleria e carabinieri. Era il suo nome che figurava nelle migliaia di manifesti fatti affiggere in ogni luogo, era l’apparire della sua persona che rincuorava le truppe le quali marzialmente sfilavano a Lui dinnanzi. Le popolazioni che da Lui ricevevano ordini, suggerimenti ed aiuti.
In questo contesto di emergenza in cui l'italia rischiava la capitolazione si colloca l'esecuzione, a Noventa Padovana, dell'artigliere Alessandro Ruffini (29 gennaio 1893-3 novembre 1917), colpevole di averlo salutato militarmente con sguardo di sfida senza prima essersi levato di bocca il sigaro che stava fumando .
Ruffini fu fucilato "per dare un esempio terribile ,atto a persuadere tutti i duecentomila sbandati che da quel momento vi era una forza superiore alla loro anarchia" in modo che le truppe ben sapessero che dove c'era il Generale Graziani vi era la disciplina e l’ordine assoluto.
L'11 aprile 1918 il ministero della Guerra lo incarica di costituire un corpo di cecoslovacchi combattenti in Italia,per reclutare, costituire e comandare questa grande unità, occorreva un uomo che oltre a speciali requisiti accoppiasse abilità organizzatrici e di comandante di ordine superiore; fosse capace,col suo ascendente, di superare le più remote ed ascose diffidenze di uomini lontani da anni dalla loro Patria e dai loro affetti, completamente all’oscuro delle vicende del loro paese e che avesse infine goduto della completa fiducia dei membri del Consiglio Nazionale dei Paesi Cecoslovacchi.
La costituzione del Corpo Cecoslovacco in Italia- una divisione di fanteria su 5 reggimenti, un deposito speciale in Foligno e vari campi di concentramento alla sue dipendenze si realizzò in poche settimane.
Questo strumento mirabile fu opera del Generale Graziani che ne curò anche i minimi particolari
Il 24 maggio 1918 cosegnandogli la bandiera di guerra delle truppe cecoslovacche il vice-presidente ceco gli disse: " Generale questi miei fratelli giurano di non abbandonare mai questa bandiera ,giurano di morire tutti fino all'ultimo presso di essa prima di cedere un passo : generale a voi è affidata, portatela voi, valoroso,nelle trincee d'Italia, portatela al frontequesta bandiera di Boemia. Essa sarà incitamento ai boemi a seguirla ,a difenderla,a vincere per essa !"
L’occupazione del settore dell’Altissimo, il combattimento di Doss’Alto e vari altri cruenti episodi di guerra su altri fronti additarono all’ammirazione i forti reggimenti Cecoslovacchi.
Instancabilmente il Generale Graziani era sempre in mezzo a loro e dove non c'era Lui ,c'erano i suoi Ufficiali. Appena l’artiglieria nemica batteva più intensamente qualche settore occupato dai Reparti Legionari, Graziani ed i suoi ufficiali accorrevano per rendersi contoidi persona di quel che avveniva, cosicché quei suoi soldati,ammiravano in Graziani il loro condottiero e quando gli tolsero l'incarico Egli si congedò con queste parole:
"Ufficiali,graduati di truppa, soldati ! Nello staccarmi da voi che amo come figli, vi dico una sola parola: Siate uniti, saldamente uniti! Così sarete forti ! Pensate solo alla Patria, date tutto alla Patria ! Seguite il nuovo Comandante,Generale Piccione, che è un valoroso, seguitelo con la stessa fede ,con lo stesso animo con lo stesso affetto con cui avete seguito me. Siate fedeli all’esercito Cecoslovacco ed allo Stato Cecoslovacco, libero, unito, indipendente, forte”
Abituato al comando ed all’azione, Graziani aveva un gran cuore e di fronte al dovere non conosceva transazioni, né debolezze, né pietà. Ma non deviò mai di un palmo dalla via della giustizia, né commise arbitrii e crudeltà. Se in guerra dové punire il reo o il vile lo fece piegando il suo animo ad una ferrea concezione del dovere, e con lo stesso animo con cui Egli divideva fraternamente il rancio con i suoi soldati.
Dal 1919 in poi il Generale Graziani in varie occasioni si recò in Cecoslovacchia. Ebbe sempre le più vibranti entusiastiche accoglienze. La sua persona era un simbolo ed infatti la stampa Ceca affermava che il Generale Graziani simboleggiava l’alleanza Cecoslovacca-Italiana sorta dai reali comuni interessi delle due nazioni e dal sangue versato insieme contro il comune e secolare nemico.
Alla sua morte Il Ministro della Repubblica Cecoslovacca, S.E. Mastny, accorso a Verona con altre alte Autorità Cecoslovacche ad onorare la salma del Generale,così ebbe a dire:
“ Nella Nazione cecoslovacca non vi è oggi cuore senza dolore, non vi è occhio senza lacrima”.
In mezzo ai fatti nuovissimi e complicati, ebbe virtù semplici ed antiche; anzi è il contrasto che ci offre la possibilità di considerare la misura della grandezza del Generale Andrea Graziani. Infatti fu il capo ed il maestro che, pur avendo la dottrina, vuol comandare soprattutto con la forza dell’esempio e guai ad esitare.
Era modesto e delle sua gesta non parlava mai, neppure in privato. Faceva del bene a molti ma nessuno doveva saperlo. Ci fu un periodo – uno dei tanti brutti periodi del dopo guerra – in cui Andrea Graziani non poteva andare per le strade senza esser fatto segno a grida ostili dei contadini incoscienti, aizzati dai “rossi” o dai “ bianchi" ma il Generale non volle difendersi, aveva compiuto il suo dovere durante gli anni della Guerra, ne compiva un altro durissimo chiudendosi nell’intimo della sua pura coscienza e con serena semplicità continuò a dedicarsi con passione all’agricoltura. Il Fascismo lo ebbe fra i primi e più fervidi assertori – ciò era logico - . Il Fascismo rinnovava e continuava l’ideale della Patria e di giovinezza italica che egli aveva sempre tenacemente servito prima e durante la guerra col vivo entusiasmo,con la più grande fede, con inesauribile ardimento.
Come primeggiò in guerra, anche nelle opere civili il Generale Graziani ebbe a rifulgere. Si era dedicato al problema di bonifica per la rinascita agraria del territorio veronese donandogli l’acqua tanto necessaria. Ed all' opera di irrigazione, nella zona di sinistra Adige, Andrea Graziani dedicò lunghi studi:fu promotore della costruzione del canale Biffis e si occupò della utilizzazione delle acque del medio Adige. Diede pure il suo contributo prezioso al progetto della grande strada che deve valorizzare la zona del Baldo; e fu uno dei precursori del rimboschimento delle colline e delle montagne veronesi.
Questo era il generale Graziani un uomo che dedicò tutta la sua vita alla Patria e alla sua gente in pace e in guerra e si fece sempre trovare pronto anche quando bisognava prendere decisioni difficili e mettere in atto punizioni severe;dalle sue azioni dipendevano i destini di tutti gli abitanti del Triveneto e di tutti gli irredentisti che aveva sotto il suoi comando, se il nemico fosse passato tutti i sacrifici sostenuti dagli italiani dalle guerre napoleoniche in poi sarebbero stati vani e gli austriaci sarebbero tornati ad opprimere il nostro popolo come ancora facevano in Trentino in Istria a Fiume e in Dalmazia ,qualche volta forse avrà pure calcato troppo la mano ma l'unica vera tragedia che poteva colpire l'Italia in quei giorni era quella di perdere la guerra perchè la sconfitta avrebbe significato la scomparsa del popolo italiano.
Quando sono in gioco i destini della Patria nessun prezzo era troppo alto da pagare.
Luca Tamburini
Movimento Sovraniità e Difesa Sociale
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lunedì 3 novembre 2014
Clandestini a Ferrara di Monte Baldo
Eccoli quà ; qualcuno li chiama profughi, qualcuno disperati ,qualcuno migranti , qualcun altro immigrati, io invece li chiamo con il loro nome clandestini o invasori se preferite poco cambia.
A Ferrara di Monte Baldo ci sono 12 clandestini che vivono a nostre spese .
Recentemente su L'Arena è stato scritto un 'articolo (http://www.larena.it/stories/382_garda_baldo/915984_dallafrica_al_baldo_fuggito_per_non_essere_ucciso/?refresh_ce#scroll=1938).
Questo articolo parla delle mille presunte disavventure e persecuzioni subite da questi africani ,si dice che abbiano un comportamento esemplare ,affermazione quantomeno discutibile visto che li si vede sempre "stravaccati" sui dondoli o sulle panche dell'albergo spesso con i piedi sopra i tavoli causando il disappunto (per non dire altro) dei residenti e dei pochi turisti che ancora frequentano Ferrara di M.B., l'albergatore Roberto Binda poi và oltre e afferma che sta "sperimentando un esperienza molto buona" ; beh questa poteva risparmiarsela piochè sappiamo tutti che per esperienza molto buona egli si riferisce ai 35 Euro a persona che percepisce ogni giorno .
Il sistema di "accoglienza" se così vogliamo chiamarlo và completamente rivisto ma ciò che dà più fastidio è l'ipocrisia che si cela dietro la presunta accoglienza che in realtà nasconde un grosso giro d'affari.
Infatti mentre gli italiani muoiono di fame ,di freddo e spesso si ritrovano pure in mezzo a una strada questi fannulloni sono serviti e riveriti e non gli si fà mancare niente; a Ferrara di M.B. per esempio oltre a vitto ,alloggio , cellulare pagato e un sussidio giornaliero, hanno anche a disposizione delle persone che gli insegnano italiano ed altre materie con l'obbiettivo di inserirli e trovargli un lavoro.
Cioè mentre i nostri figli e nipoti a scuola si ritrovano spesso senza insegnanti (nemmeno supplenti) e mentre i nostri giovani e non solo non riescono a trovare nessuno tipo di lavoro, questa gente appena arrivata che non ha contribuito in nessun modo alla vita della Patria Italia viene agevolata in tutti i modi a discapito degli italiani.
Ma ritorniamo a Ferrara di Monte Baldo, tutti si preoccupano di questi 12 immigrati ma nessuno ha pensato o nominato la popolazione locale; si perchè come ben sappiamo Ferrara di M.B. è il comune meno popoloso della provincia di Verona e conta solo 223 abitanti sparsi su una superficie di 26,89 Km² inoltre sfido chiunque a trovare un cittadino ferrarese contento di "ospitare" questa gente, in particolar modo i residenti in centro la vivono come un vera e propria occupazione e gli anziani hanno persino paura ad uscire di casa ; qualcuno a pensato a questo prima di imporre questa presenza? A nessuno è venuto in mente che inserire in una comunità così piccola un simile elemento estraneo potesse creare problemi alla popolazione locale ?
Di sicuro non ci ha pensao il Prefetto , che oltre all'Albergo del Baldo aveva contattato pure l'Orto Botanico in località Novezzina ,ne tantomeno ci ha pensato il signor Binda desideroso solo di intascarsi quei 35 euro giornalieri per i quali molti albergatori in tutta Italia stanno svendendo la loro Patria.
Non ho mai avuto molta simpatia per gli albergatori ma quelli che ospitano i clandestini sono ciò che di peggio c'è oggi in Italia poichè in quanto privati si accordano direttamente con le prefetture e così facendo impediscono alle amministrazioni di opporsi all'invasione del proprio territorio.
Godetevi le vostre 30 monete d'argento ,ops i vostri 35 euro giornalieri presto dovrete renderne conto.
Luca Tamburini
Cosigliere comunale Ferrara di Monte Baldo
Movimento Sovranità e Difesa Sociale
A Ferrara di Monte Baldo ci sono 12 clandestini che vivono a nostre spese .
Recentemente su L'Arena è stato scritto un 'articolo (http://www.larena.it/stories/382_garda_baldo/915984_dallafrica_al_baldo_fuggito_per_non_essere_ucciso/?refresh_ce#scroll=1938).
Questo articolo parla delle mille presunte disavventure e persecuzioni subite da questi africani ,si dice che abbiano un comportamento esemplare ,affermazione quantomeno discutibile visto che li si vede sempre "stravaccati" sui dondoli o sulle panche dell'albergo spesso con i piedi sopra i tavoli causando il disappunto (per non dire altro) dei residenti e dei pochi turisti che ancora frequentano Ferrara di M.B., l'albergatore Roberto Binda poi và oltre e afferma che sta "sperimentando un esperienza molto buona" ; beh questa poteva risparmiarsela piochè sappiamo tutti che per esperienza molto buona egli si riferisce ai 35 Euro a persona che percepisce ogni giorno .
Il sistema di "accoglienza" se così vogliamo chiamarlo và completamente rivisto ma ciò che dà più fastidio è l'ipocrisia che si cela dietro la presunta accoglienza che in realtà nasconde un grosso giro d'affari.
Infatti mentre gli italiani muoiono di fame ,di freddo e spesso si ritrovano pure in mezzo a una strada questi fannulloni sono serviti e riveriti e non gli si fà mancare niente; a Ferrara di M.B. per esempio oltre a vitto ,alloggio , cellulare pagato e un sussidio giornaliero, hanno anche a disposizione delle persone che gli insegnano italiano ed altre materie con l'obbiettivo di inserirli e trovargli un lavoro.
Cioè mentre i nostri figli e nipoti a scuola si ritrovano spesso senza insegnanti (nemmeno supplenti) e mentre i nostri giovani e non solo non riescono a trovare nessuno tipo di lavoro, questa gente appena arrivata che non ha contribuito in nessun modo alla vita della Patria Italia viene agevolata in tutti i modi a discapito degli italiani.
Ma ritorniamo a Ferrara di Monte Baldo, tutti si preoccupano di questi 12 immigrati ma nessuno ha pensato o nominato la popolazione locale; si perchè come ben sappiamo Ferrara di M.B. è il comune meno popoloso della provincia di Verona e conta solo 223 abitanti sparsi su una superficie di 26,89 Km² inoltre sfido chiunque a trovare un cittadino ferrarese contento di "ospitare" questa gente, in particolar modo i residenti in centro la vivono come un vera e propria occupazione e gli anziani hanno persino paura ad uscire di casa ; qualcuno a pensato a questo prima di imporre questa presenza? A nessuno è venuto in mente che inserire in una comunità così piccola un simile elemento estraneo potesse creare problemi alla popolazione locale ?
Di sicuro non ci ha pensao il Prefetto , che oltre all'Albergo del Baldo aveva contattato pure l'Orto Botanico in località Novezzina ,ne tantomeno ci ha pensato il signor Binda desideroso solo di intascarsi quei 35 euro giornalieri per i quali molti albergatori in tutta Italia stanno svendendo la loro Patria.
Non ho mai avuto molta simpatia per gli albergatori ma quelli che ospitano i clandestini sono ciò che di peggio c'è oggi in Italia poichè in quanto privati si accordano direttamente con le prefetture e così facendo impediscono alle amministrazioni di opporsi all'invasione del proprio territorio.
Godetevi le vostre 30 monete d'argento ,ops i vostri 35 euro giornalieri presto dovrete renderne conto.
Luca Tamburini
Cosigliere comunale Ferrara di Monte Baldo
Movimento Sovranità e Difesa Sociale
giovedì 31 luglio 2014
Consiglio Comunale
Ieri sera alle ore 18,30 si è tenuto il secondo Consiglio Comunale a Ferrara di Monte Baldo i punti all'ordine del giorno erano pochi e principalmente si dovevano approvare decisioni gia prese .
Si sono letti e approvati i verbali dello scorso consiglio ; il secondo punto invece è più rilevante almeno per il nostro gruppo consiliare, si è infatti proceduto a nominare i rappresentanti del Comune all'interno del Consiglio dell'Unione Montana Baldo-Garda , per il Movimento Sovranità e Difesa Sociale è stato nominato Marco Facchinetti che affiancherà il sindaco Paolo Rossi e l'assessore Tiziano Turcato per far fronte comune per portare a un'importante partecipazione di Ferrara di M.B. all'interno dell'Unione Montana perchè ovviamente il bene comune per Ferrara di M.B. e i suoi cittadini verrà sempre prima di qualunque altra cosa e anche se non vedo motivo per cui all'interno del Consiglio Comunale ci debbano essere attriti tra maggioranza e opposizione se mai questi attriti dovessero esserci essi rimarranno all'interno del comune e nell'Unione Montana si continuerà a far fronte comune.
Al terzo punto all'ordine del giorno c'è stata l'approvazione dello schema di convenzione per la gestione associata del servizio di segreteria comunale che vedrà i comuni di Rivoli Veronese e Ferrara di Monte Baldo associati in tale gestione, al quarto punto è stato nominato il signor Doria di Venezia come revisore dei conti del comune; in realtà questo nome è stato imposto dalla Regione e il Comune di Ferrara di M.B. oltre ai disagi che la nomina di un revisore non residente in provincia comporta,dovrà accollarsi pure i maggiori costi di trasferta, una situazione grottesca tipica dell'Italia di oggi .
Comunque sia continuiamo a lavorare e a fare la nostra parte i risultati arriveranno.
Luca Tamburini
Movimento Sovranità e Difesa Sociale
Si sono letti e approvati i verbali dello scorso consiglio ; il secondo punto invece è più rilevante almeno per il nostro gruppo consiliare, si è infatti proceduto a nominare i rappresentanti del Comune all'interno del Consiglio dell'Unione Montana Baldo-Garda , per il Movimento Sovranità e Difesa Sociale è stato nominato Marco Facchinetti che affiancherà il sindaco Paolo Rossi e l'assessore Tiziano Turcato per far fronte comune per portare a un'importante partecipazione di Ferrara di M.B. all'interno dell'Unione Montana perchè ovviamente il bene comune per Ferrara di M.B. e i suoi cittadini verrà sempre prima di qualunque altra cosa e anche se non vedo motivo per cui all'interno del Consiglio Comunale ci debbano essere attriti tra maggioranza e opposizione se mai questi attriti dovessero esserci essi rimarranno all'interno del comune e nell'Unione Montana si continuerà a far fronte comune.
Al terzo punto all'ordine del giorno c'è stata l'approvazione dello schema di convenzione per la gestione associata del servizio di segreteria comunale che vedrà i comuni di Rivoli Veronese e Ferrara di Monte Baldo associati in tale gestione, al quarto punto è stato nominato il signor Doria di Venezia come revisore dei conti del comune; in realtà questo nome è stato imposto dalla Regione e il Comune di Ferrara di M.B. oltre ai disagi che la nomina di un revisore non residente in provincia comporta,dovrà accollarsi pure i maggiori costi di trasferta, una situazione grottesca tipica dell'Italia di oggi .
Comunque sia continuiamo a lavorare e a fare la nostra parte i risultati arriveranno.
Luca Tamburini
Movimento Sovranità e Difesa Sociale
lunedì 28 luglio 2014
Giornata in festa sul Baldo
Grande successo dell'evento di ieri a Ferrara di Monte Baldo.
Domenica 27 luglio nella piazza del monumento ai caduti si è tenuto un raduno di auto d'epoca organizzato dai consiglieri comunali del Movimento Sovranità e Difesa Sociale e dall'Automobil Club di Domegliara.
Nonostante il periodo di ferie e il tempo incerto si sono presentate oltre 30 auto riempiendo tutta la piazza e attirando un discreto numero di turisti e cittadini.
Dalla piazza la comitiva si è poi spostata in località Novezzina per una visita guidata all'Orto Botanico .
La giornata si è conclusa con aperitivo e pranzo conviviale presso l'Albergo Ristorante "Al Cacciatore" dove il camerata Marco Facchinetti ha intrattenuto la compagnia suonando dei canti popolari.
Questo evento è la dimostrazione che per fare delle cose buone non serve molto basta la buona volontà e l'inventiva il rilancio di Ferrara di M.B. comincia dalle piccole cose.
Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale
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martedì 15 luglio 2014
Andrea Graziani : l'eroe bardolinese dimenticato da tutti
Il 15 luglio 1864 a Bardolino nacque il Generale Andrea Graziani .
Entrato giovanissimo nel Regio Esercito divenne sottotenente a soli 18 anni e nel 1887 partecipò alla campagna d'Eritrea per poi passare nel 1904 alla Scuola di Guerra.
Durante il terremoto di Reggio Calabria e Messina del 1908 si distinse nel richiedere ed organizzare i soccorsi prestando opera instancabile con abnegazione e fermezza ed ebbe ,per il suo operato,un encomio speciale , la medaglia d’oro di benemerenza e gli venne conferita la cittadinanza onoraria dalla città di Messina.
Nel 1915 al 15° bersaglieri col grado di colonnello ,comandò le brigate Jonio e Venezia in Valsugana e durante la Strafexpedition austriaca del maggio-giugno 1916,l’eroico Generale fù chiamato ad assumere il Comando della 44^ Divisione .
Per la sua coraggiosa intelligente attività e iniziativa,la Valsugana dal Civaron al torrente Maso, rimase in nostro sicuro possesso. Leggendarie sono anche le gesta dell 44^ Divisione che tenne saldamente il Pasubio resistendo indomita ai violenti e reiterati attacchi nemici. L’aggressività della 44^ Divisione, sotto il Comando dell’ intrepido Graziani, era singolarmente temuta dagli austriaci e la motivazione della Medaglia d’Argento concessagli conferma l’eroismo di questo grande Comandante che si guadagnò la fama di “eroe del Pasubio”.
L'11 aprile 1918 il ministero della Guerra lo incarica di costituire un corpo di cecoslovacchi combattenti in Italia, costoro inizieranno la costruzione della strada sul Baldo "la strada per Praga" la chiamarono poi rinominata "Strada Graziani" che sarà completata a guerra finita.
Durante tutta la guerra fù instancabile e si distinse sempre per intelligenza sprezzzo del pericolo e fù sempre in prima linea con le sue truppe ,per le sue azioni gli fù conferita una medaglia d’argento al valor militare e gli fù concesso l’ Ordine Militare di Savoia .
Nel dopoguerra venne l’ondata demagogica della campagna contro la guerra e contro Graziani, che veniva additato al popolo come un carnefice, ma il Generale non volle difendersi. Aveva compiuto gloriosamente il suo dovere durante gli anni della Guerra, ne compiva un altro durissimo chiudendosi nell’intimo della sua pura coscienza e con serena semplicità ;di fronte al dovere non conosceva transazioni, né debolezze, né pietà. Ma non deviò mai di un palmo dalla via della giustizia, né commise arbitrii e crudeltà. Se in guerra dové punire il reo o il vile lo fece piegando il suo animo buono e dolce ad una ferrea concezione del dovere.
Aderì al fascismo e fù a capo della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale per le province di Trento, Vicenza, Verona e Belluno e questa "colpa" mai gli verrà perdonata nel secondo dopoguerra.
Fù il promotore di numerose opere pubbliche: oltre alla «sua» strada sul Baldo, fu un grande sostenitore , del canale Biffis tra la val d'Adige e il Baldo-Garda , iniziato nel 1928 e finito nel 1943 a causa della crisi del '29.
Si schierò con gli agrari nelle grandi opere di bonifica, presiederà il consorzio Utenti acque medio Adige e rimboschirà colline e montagne veronesi.
Graziani fù trovato morto il 27 febbraio 1931 in circostanze poco chiare, lungo la linea ferroviaria Prato-Firenze, le indagini non portarono a nessun sospettato e a nessun movente per il presunto omicidio e quindi la sua caduta dal treno seppur molto sospetta fù archiviata come incidente.
Oggi questo grande generale è stato relegato nel dimenticatoio insieme a molti altri eroi e martiri che tanto hanno dato alla Patria Italia , nel 1945 a Bardolino ,suo paese natale,il monumento del generale è stato divelto e gettato nel lago dai coraggiosi partigiani ed ora il suo busto giace in un magazzino comunale a prendere la polvere mentre invece la Strada Graziani, importante collegamento per tutto il Baldo , è chiusa da 4 anni e dopo che numerosi appelli dei cittadini sono rimasti inascoltati adesso anche grazie alla nostra azione nel comune di Ferrara di Monte Baldo sembra che sia il Comune ,che sopratutto Provincia e Regione (maggiori responsabili) si stiano ricordando di questa strada.
Per quanto riguarda il busto,sò che la situazione è già stata fatta presente da altri bardolinesi comunque, il sottoscritto ha già consegnato al protocollo del Comune di Bardolino una lettera che invita l'amministrazione a dare un'adeguata sistemazione a un bene storico di tale importanza, sperando di smuovere qualcosa in vista del centenario della Grande Guerra.
Riposa in pace Generale ci sono ancora italiani che non vogliono dimenticare i fedeli servitori della Patria come sei stato tu.
Generale Graziani
PRESENTE!!!!
Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale
Entrato giovanissimo nel Regio Esercito divenne sottotenente a soli 18 anni e nel 1887 partecipò alla campagna d'Eritrea per poi passare nel 1904 alla Scuola di Guerra.
Durante il terremoto di Reggio Calabria e Messina del 1908 si distinse nel richiedere ed organizzare i soccorsi prestando opera instancabile con abnegazione e fermezza ed ebbe ,per il suo operato,un encomio speciale , la medaglia d’oro di benemerenza e gli venne conferita la cittadinanza onoraria dalla città di Messina.
Nel 1915 al 15° bersaglieri col grado di colonnello ,comandò le brigate Jonio e Venezia in Valsugana e durante la Strafexpedition austriaca del maggio-giugno 1916,l’eroico Generale fù chiamato ad assumere il Comando della 44^ Divisione .
Per la sua coraggiosa intelligente attività e iniziativa,la Valsugana dal Civaron al torrente Maso, rimase in nostro sicuro possesso. Leggendarie sono anche le gesta dell 44^ Divisione che tenne saldamente il Pasubio resistendo indomita ai violenti e reiterati attacchi nemici. L’aggressività della 44^ Divisione, sotto il Comando dell’ intrepido Graziani, era singolarmente temuta dagli austriaci e la motivazione della Medaglia d’Argento concessagli conferma l’eroismo di questo grande Comandante che si guadagnò la fama di “eroe del Pasubio”.
L'11 aprile 1918 il ministero della Guerra lo incarica di costituire un corpo di cecoslovacchi combattenti in Italia, costoro inizieranno la costruzione della strada sul Baldo "la strada per Praga" la chiamarono poi rinominata "Strada Graziani" che sarà completata a guerra finita.
Durante tutta la guerra fù instancabile e si distinse sempre per intelligenza sprezzzo del pericolo e fù sempre in prima linea con le sue truppe ,per le sue azioni gli fù conferita una medaglia d’argento al valor militare e gli fù concesso l’ Ordine Militare di Savoia .
Nel dopoguerra venne l’ondata demagogica della campagna contro la guerra e contro Graziani, che veniva additato al popolo come un carnefice, ma il Generale non volle difendersi. Aveva compiuto gloriosamente il suo dovere durante gli anni della Guerra, ne compiva un altro durissimo chiudendosi nell’intimo della sua pura coscienza e con serena semplicità ;di fronte al dovere non conosceva transazioni, né debolezze, né pietà. Ma non deviò mai di un palmo dalla via della giustizia, né commise arbitrii e crudeltà. Se in guerra dové punire il reo o il vile lo fece piegando il suo animo buono e dolce ad una ferrea concezione del dovere.
Aderì al fascismo e fù a capo della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale per le province di Trento, Vicenza, Verona e Belluno e questa "colpa" mai gli verrà perdonata nel secondo dopoguerra.
Fù il promotore di numerose opere pubbliche: oltre alla «sua» strada sul Baldo, fu un grande sostenitore , del canale Biffis tra la val d'Adige e il Baldo-Garda , iniziato nel 1928 e finito nel 1943 a causa della crisi del '29.
Si schierò con gli agrari nelle grandi opere di bonifica, presiederà il consorzio Utenti acque medio Adige e rimboschirà colline e montagne veronesi.
Graziani fù trovato morto il 27 febbraio 1931 in circostanze poco chiare, lungo la linea ferroviaria Prato-Firenze, le indagini non portarono a nessun sospettato e a nessun movente per il presunto omicidio e quindi la sua caduta dal treno seppur molto sospetta fù archiviata come incidente.
Oggi questo grande generale è stato relegato nel dimenticatoio insieme a molti altri eroi e martiri che tanto hanno dato alla Patria Italia , nel 1945 a Bardolino ,suo paese natale,il monumento del generale è stato divelto e gettato nel lago dai coraggiosi partigiani ed ora il suo busto giace in un magazzino comunale a prendere la polvere mentre invece la Strada Graziani, importante collegamento per tutto il Baldo , è chiusa da 4 anni e dopo che numerosi appelli dei cittadini sono rimasti inascoltati adesso anche grazie alla nostra azione nel comune di Ferrara di Monte Baldo sembra che sia il Comune ,che sopratutto Provincia e Regione (maggiori responsabili) si stiano ricordando di questa strada.
Per quanto riguarda il busto,sò che la situazione è già stata fatta presente da altri bardolinesi comunque, il sottoscritto ha già consegnato al protocollo del Comune di Bardolino una lettera che invita l'amministrazione a dare un'adeguata sistemazione a un bene storico di tale importanza, sperando di smuovere qualcosa in vista del centenario della Grande Guerra.
Riposa in pace Generale ci sono ancora italiani che non vogliono dimenticare i fedeli servitori della Patria come sei stato tu.
Generale Graziani
PRESENTE!!!!
Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale
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martedì 17 giugno 2014
Ferrara di Monte Baldo
Il sindaco Paolo Rossi ci ha accolto come colleghi e non come avversarsi ed ha aperto a collaborazioni nell'interesse del paese; noi lo ringraziamo di questo e ovviamente siamo disponibili a lavorare insieme all'amministrazione per iniziative di interesse comune; ovviamente noi siamo e rimaniamo opposizione e questo significa che abbiamo il diritto e il dovere di vigliare sull'operato della maggioranza quindi qualunque inziativa si ritenuta da noi inutile, dannosa oppure iniqua per i ferraresi riceverà da noi voto sfavorevole stesso discorso vale per tutte quelle iniziative che vadano contro i nostri valori Identitari ,Sociali e Nazionali che a volte vengono applicati anche in comuni piccoli come Ferrara di Monte Baldo, perchè le tenaglie del fisco, della burocrazia e dell'ingiustizia spesso non vengono da Roma ma cominciano proprio sotto casa nostra.
Mi fà molto piacere che il sindaco abbia parlato della riapertura della strada Graziani che è stato il punto principale della nostra campagna elettorale e su questo punto avrà tutto il nostro appoggio.
Come gia fatto durante il Consiglio Comunale auguro a tutta l'amministrazione un buon lavoro.
Passiamo alle nomine: il sottoscritto Luca Tamburini è stato nominato capogruppo e membro del Consiglio di Amministrazione dell'Associazione Pro Loco, Marco Facchinetti è stato invece nominato membro della commissione elettorale e della commissione per l'aggiornamento degli elenchi comunali dei Giudici Popolari mentre Giorgio Da Rin Perette visti gli innumerevoli impegni di lavoro ha per ora deciso di non assumersi incarichi extra.
Comincia il lavoro, questo è il nostro punto di partenza per il Baldo-Garda e per Verona e anche se il Comune è piccolo,non è meno importante degli altri, come diceva qualcuno :
"la Patria si serve anche facendo la guardia ad una tanica di benzina"
arriverà anche il momento che con quella benzina metteremo in moto un carro armato.
Intanto invito tutti i ferraresi ed anche amici e simpatizzanti il movimento all'aperitvo di venerdi 20 giugno all'Albergo-Ristorante "Del Baldo" in piazza a Ferrara di M.B. sarà un ottima occasione per conoscersi meglio e per esporre problemi e proposte per risollevare questo stupendo comune del Baldo.
Saranno presenti anche il segretario regionale Fabiano Bosetti e delle delegazioni dalle province del Veneto.
Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale
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