lunedì 2 settembre 2013

Rivolta di Reggio Calabria

Il 2 settembre 1847 Domenico Romeo alla testa di 500 volontari occupò Reggio Calabria.
La rivolta contro i borboni progettata da Romeo sarebbe dovuta scoppiare contemporaneamente in Basilicata,Calabria e Sicilia ma solo in Calabria i rivoltosi seppero unire le forze ed ebbero unità d'intenti e partendo dal paese di Santo Stefano sull'Aspromonte instaurarono la  "Giunta provvisoria di governo" presieuta dal sacerdote Paolo Pellicano, raro esempio di clericale patriota.
A causa delle mancate insurrezioni nelle altre regioni, questa insurrezione verrà ben presto repressa duramente dall'esercito borbonico e la testa di Domenico Romeo fu esposta nel cortile delle carceri di San Francesco, per due giorni, quale monito per i tanti rivoltosi ivi detenuti.
Ma come avrebbe detto Giulio Cesare  "Il dado era tratto " le guerre napoleoniche avevano riacceso gli animi degli italiani; le prime  le rivolte scoppiate in tutta Italia negli anni successivi furono domate senza far particcolari danni allo status quo  ma a Reggio Calabria in quel settembre scoppio l'incendio risorgimentale e nessuno è più riuscito a spegnerlo.
La Rivoluzione del 1848 sarebbe partita proprio dalla Sicilia per poi espandersi in tutta la Patria,con buona pace dei Neo-Borbonici che al pari dei loro colleghi leghisti non accettano o ignorano la realtà dei fatti : gli italiani ,TUTTI ,erano stanchi degli oppressori stranieri fossero essi spagnoli,austriaci oppure pontifici e quelli che si schierarono con l'oppressore non erano altro che degni eredi di Fabrizio Maramaldo, vigliacci al sevizio del potere desiderosi solo di mantenere i loro privilegi.

Luca Tamburini
Movimento Sovranità Difesa Sociale



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